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Cittadini al di sopra di ogni sospetto
I detective Turk e Rooster non sono solo colleghi: a legarli è una salda amicizia virile, fatta di complicità e reciproca comprensione. Ma dopo trent'anni di lavoro fianco a fianco sulle strade di New York, si trovano ad affrontare un caso che metterà in discussione l'etica di entrambi. Per la città si aggira infatti un serial killer anomalo, una sorta di giustiziere che uccide i criminali sfuggiti alla legge, e che si firma con filastrocche in rima per spiegare le sue motivazioni. L'indagine sarà molto complessa, anche perché le vittime sono legate, in un modo o nell'altro, alla vita e alle passate attività investigative dei due detective…
Grandi attori senza pathos
E' davvero lontana l'epoca crepuscolare di Heat: stavolta la sfida si gioca sul terreno della moralità, fra due sbirri che hanno trovato una via alternativa alla giustizia e dovranno, in misure diverse, pagarne le conseguenze.
Lo sceneggiatore Russel Gewirtz, che già aveva scritto lo splendido Inside Man di Spike Lee, tenta qui la strada del thriller metropolitano fatto di persone più che di azione, di conflitti idealistico-psicologici (l'amicizia virile, la critica a un sistema incapace di difendere gli innocenti) più che di conflitti armati, e in principio centra il bersaglio. Ma dopo la buona suspense iniziale, proprio quando la trama s'infittisce ci rendiamo conto che il meccanismo procede al contrario: gli eventi non incalzano, la tensione svanisce nel momento stesso in cui dovrebbe giungere al culmine e la vicenda perde interesse. Colpa della scialba soluzione all'intrigo che, ammettiamolo, non è un gran mistero e può essere intuita con una certa immediatezza, nonostante il copione punti tutto sulla presunta forza 'spiazzante” della rivelazione conclusiva (nulla a che vedere, insomma, con la tecnica del dramma analitico, che dà per scontato cosa sia successo per concentrarsi sul come e perché)
A poco valgono allora i dialoghi brillanti e le battute taglienti, soffocati dalla confezione professionale ma anonima di Jon Avnet: Righteous Kill non è soccorso nemmeno dalle interpretazioni dei due protagonisti, stanche (De Niro soprattutto) e di routine, con un doppiaggio italiano che pare divertirsi ad accentuare il macchiettismo di entrambi.
Inutile nascondere la delusione, considerate le premesse.
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