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"Magari può dispiacere il paragone, che viene fatalmente la tentazione di fare, con 'Blair Witch Project'. Perché quello dei ragazzi prodigio americani era un gioco innocuo mentre 'September Tapes' di Christian Johnston investe questioni molto gravi. Ma è proprio la serietà dell'argomento che impone di valutare il senso di responsabilità del film. 'September Tapes' è un finto documentario. (Su una materia che invoca chiarezza, però, finisce per seminare confusione." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 29 ottobre 2005)
"Girare per Kabul con una telecamera, per un americano, è senz'altro molto rischioso. Ma giocare fra realtà e finzione, anche. E 'September Tapes' si muove su un terreno davvero scivoloso. Un documentario contaminato dalla fiction è già un prodotto difficile. Qui, per di più, si cerca di raccontare, anzi, di fare luce su una realtà complessa, angosciante e recente. Il film non si proponeva di spostare voti, ma di capire le ragioni del nemico e di far discutere gli spettatori. Quest'ultimo scopo è stato raggiunto, ma con il rischio di aumentare la nebbia su una vicenda che invoca la verità." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 5 novembre 2004)
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