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"Gli americani la chiamano 'if comedy': ossia una commedia che si trastulla con le identità e le possibilità. (...) Cast frizzante - Emilio Solfrizzi, Gioele Dix, Lunetta Savino, Paola Cortellesi - ma il gioco degli scambi e la messa in scena degli equivoci non sempre funziona". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 25 maggio 2001)
"Benché abbia solo 33 anni, Manfredonia si è fatto una solida pratica lavorando con buoni maestri (prima con Luigi Comencini; poi con Cristina, della quale condivide la capacità di coordinare bene un cast nutrito) e ha diretto un premiato cortometraggio. Più che una buona speranza, il suo debutto nel lungo è già un risultato acquisito. Scritto con una benefica leggerezza e senza pretese sentenziose, riesce a dire cose non banali; non è volgare; non è tributario della corriva estetica tv. E semina, discretamente, anche le citazioni giuste: come quando Andrea, diventato deejay di successo, tappezza il camerino di manifesti del film sul mitico Lenny Bruce". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 27 maggio).
"Esordio-rivelazione di fine stagione, da non perdere. (...) Sullo schermo c'è un ex campione della baresità ormai attore a tutto tondo, e che attore! Emilio Solfrizzi. E' lui l'arma vincente di 'Se fossi in te', opera prima del trentenne Giulio Manfredonia, a lungo aiuto regista nel clan Comencini, che dirige con mano sapiente un bel gruppetto di interpreti di marca televisiva e conduce in porto il complesso meccanismo narrativo firmato da Valentina Capecci e Anna Maria Morelli". (Oscar Jarussi, 'La Gazzetta del Mezzogiorno', 29 maggio 2001)
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