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Sapori e Dissapori Recensione

"Sapori e dissapori" recensioni

Scheda Film
Sapori e dissapori
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-09-14 08:00:20
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Per palati raffinati

Kate, specializzata nella cucina francese, è uno dei migliori chef di New York ed è abituata a regolare la sua esistenza secondo rigidi schemi precostituiti, evitando ogni possibile imprevisto. Ma la morte della sorella stravolgerà la sua vita: Kate infatti accoglie in casa propria Zoe, la sua nipotina, ancora traumatizzata dalla scomparsa della madre e comprensibilmente a disagio per la nuova situazione in cui si è trovata tutt'un tratto. Nel frattempo, al ristorante di Kate è arrivato un secondo chef, Nick, estroverso nonché grande appassionato di cucina e – più in generale – cultura italiana, in particolare l'opera lirica. Scommettiamo che, dopo le scintille, fra i due sboccerà un sentimento?

Nessuna (sgradita) sorpresa

Remake di Ricette d'amore, questa commedia agrodolce (è proprio il caso di dirlo, considerando l'ambientazione culinaria) diretta da Scott Hicks sembra mettere subito in chiaro la propria natura: nonostante il trauma iniziale, non c'è niente di cui preoccuparsi perché tutto andrà come previsto, e il pubblico potrà uscire dalla sala felice e contento. Nulla di male, comunque, anzi è piacevole lasciarsi coinvolgere dall'atmosfera di questa New York tardo-invernale, immersa nelle ottime musiche di Philip Glass e impreziosita dalle note di Puccini e Paolo Conte, fra la sensualità del cibo (raffinato mezzo di seduzione) e il piacere ottenebrante dell'intimità affettiva. Sembrerebbe quasi un inno al lieto vivere, ispirato al presunto costume nostrano: d'altra parte, negli U.S.A. sono convinti che gli italiani trascorrano le giornate in cucina cantando l'opera, dunque è ovvio che cerchino d'imitare un simile stile di vita.

Sapori e dissapori, insomma, non evita i cliché più banali ma, al contrario, li offre esplicitamente e con una certa consapevolezza, seguendo e rispettando lo schema 'classico” delle commedie romantiche, da accogliere in pieno o da rifiutare, a seconda dei gusti. E – se è vero che l'impasto di lacrime e sorrisi arranca – non si può negare la simpatia dei protagonisti, entrambi in ruoli abbastanza insoliti (soprattutto Aaron Eckhart), e alcuni momenti riusciti, per un film gradevole e prevedibile, scritto e girato con garbo.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Scheda Film
Sapori e Dissapori
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-03-26 04:27:32
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"L'originale, interpretato da Martina Gedeck e Sergio Castellitto, era una commedia drammatica più mesta, più riflessiva, che toccava con una certa sensibilità il tema della solitudine e della scarsa attitudine alla vita di una donna. Riscaldando il piatto, Scott Hicks ('Shine') ne semplifica parecchio gli ingredienti; il che da un lato è un vantaggio (taglia l'ultima parte della vicenda, lunga e un po' melodrammatica), dall'altra rende il tutto un po' sciapo, come accade a chi rispetta il ricettario della commedia sentimentale hollywoodiana. Meglio del previsto, comunque, Catherine, che s'impegna in una parte più complessa delle sue solite, mentre Aaron Eckhart, vitale e simpatico quanto basta per farsi perdonare la parodia involontaria dell'italiano. Perché - via - a Hollywood ci vedono ancora e sempre come delle (magari amabili e seduttive) macchiette. Da segnalare un momento di comico involontario riguardo ai tartufi. Per gli americani, siano pure chef di livello superiore, i migliori vengono sì anche da Alba, ma soprattutto da Bologna e da Parma." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 14 settembre 2007) "Gli interpreti fanno il resto, soprattutto, nei panni di Kate, Catherine Zeta-Jones che, con deciso sussiego, sta in cucina come se stesse in un salotto e dirige lo stuolo dei suoi assistenti con il piglio di un generale su un campo di battaglia. Pur accettando, al momento dei sentimenti, tutti quegli accenti teneri che risultano necessari. Di fronte a Lei, Aaron Eckart, interpreta il personaggio cui, nel film tedesco, dava volto il nostro Sergio Castellito. Ma, ovviamente, e molto meno plausibile. Anche quando teorizza sulla pastasciutta." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 14 settembre 2007) "Un tipo di film così insulso (neppure la trovata della cucina come territorio dell'amore è ben sfruttata) esige una sceneggiatura super, battute scintillanti, interpreti brillantissimi: 'Sapori e dissapori' non li ha. Presenta invece un dilemma: come fa il regista a passare a un film del genere da 'Shine', la biografia del nevrotico pianista recitato da Geoffrey Rush-Oscar?." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 14 settembre 2007) "Remake di 'Ricette d'amore' di Sandra Nettelbeck con Martina Gedeck e Sergio Castellitto, 'Sapori e dissapori' di Scott Hicks sembrerebbe nella prima parte un film evitabile (Zeta-Jones è troppo bella ed Eckhart un cuoco meno credibile di Dracula) Ma quando il regista prende le distanze dall'originale il film si trasforma invece in una sofisticata e divertente commedia romantica newyorkese. Con una Manhattan che, fra neve, bar e atmosfere, ben dispone anche i più arrabbiati." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 14 settembre 2007) "Se un film europeo stuzzica i filmaker americani, ne acquista la sceneggiatura, riconfezionandone un ibrido condensato. E' quanto accade in 'Sapori e dissapori', cucinato a soli 4 anni dall'originale, l'italo-tedesco Ricette d'amore', scritto e diretto da Nettelbeck e interpretato da Sergio Castelletto, che ha rifiutato il biglietto per Hollywood a causa della scarsa fiducia nel suo inglese. (...) La vicenda di uno chef d'alta cucina, che deve lottare con un antagonista italiano era un magnifico spunto nel film della Nettellbeck, qui è una melensa rassegna di luoghi comuni della commedia americana, un pastiche sentimentale e pateticamente risibile per quanto attiene alla cucina. E la bella Catherine è davvero improbabile come grande chef." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 14 settembre 2007) "Commedia gastronomica, remake di 'Ricette d'amore', che si trasferisce dalla Germania alla New York di Becker Street (...) Tutto seguendo il filo del carino nel rapporto zia-nipote (la piccina è Abigail Breslin di 'Miss Sunshine'), sintetizzando complessi con l'arrivo di Aaron Eckhart in parrucchino: ha idee confuse sul cibo (tartufi e Tirami su) ma canta allegramente Verdi e Puccini. Sui titoli di coda si sente Pavarotti, ma entrano in circolo anche Paolo Conte e il vecchio mambo gelato. Arrivano dalla cucina profumi ineffabili e costosi, dal salotto le chiacchiere da psicologo. Morale? Le ricette sono ad personam." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 settembre 2007)

Copyright © Cinematografo 2008.



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