Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
'Forse, qua e là, con qualche personaggio disegnato abbastanza bene, sia pure tra vari intoppi narrativi, con delle situazioni, soprattutto sul piano umano, che possono anche coinvolgere e convincere, in cifre, però, sempre troppo scopertamente didascaliche, senza veri spessori psicologici, senza levità nei passaggi che vorrebbero essere sorridenti. Di qualche rilievo, comunque, gli interpreti, soprattutto Claudio Bigagli che, nei panni del direttore, tende a dar vita a un carattere spesso in equilibrio giusto fra l'idealista, l'utopista e il troppo astratto, con sfumature, sul piano umano, molto sincere. La moglie, al suo fianco, è Laura Morante, contenuta, forse un po' troppo rigida, spesso però fine e sensibile; il figlio è un bambinetto esordiente, Andrea De Rosa, con tutta la spontaneità dei suoi anni. Fra i detenuti, Claudio Amendola, un clima, come si direbbe ora, di buonismo.' (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 25 settembre 1997)
'Alle bizzose polemiche sul garantismo e le riforme, Angelo Pasquini oppone questo film, semplice e coraggioso, dedicato all'eroico direttore di un penitenziario che, negli anni Cinquanta, mentre l'Italia andava verso la congiuntura ed il boom sullo sfondo delle speranze tradite nell'età di Giovanni Gronchi, tenta di rendere più umane le condizioni dei detenuti. (...) Il film non è indenne da qualche incertezza stilistica, ma suscita rispetto ed ammirazione proprio per la sua stesura spoglia ed essenziale, per il coro colorito, per il vibrante asse morale che lo regge. Le musiche di Nicola Piovani e la fotografia, firmata da Giuseppe Lanci e Franco Di Giacomo, commentano molto bene il dramma, calato nel paesaggio di Ventotene, turisticamente suggestivo se non fosse sentina di dolore.' (Gregorio Napoli, 'Il Giornale di Sicilia', 15 settembre 1997)
Copyright © Cinematografo 2006.