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Sangue - La Morte Non Esiste Recensione

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Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-05-05 12:52:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Immagini stranianti di macachi in uno zoo. Scorcio ravvicinatissimo su un volto femminile che si intuisce appena. Di nuovo i macachi. Labbra che parlano in fuori sync di violenze familiari, amori morbosi, microcosmi alterati. C’è tutto nel folgorante incipit di Sangue. Sperimentazione, visionarietà, ambizione. Tutto tranne la misura e tutto troppo spinto agli eccessi, perché l’esordiente De Rienzo riesca a padroneggiarlo come dovrebbe. La materia è incandescente e lui dimostra non solo coraggio ma anche buone intuizioni. La forma prende però presto il sopravvento, la storia sembra sfuggirgli di mano. Il marchio autoriale che pareva scorgersi nei primi minuti si perde in una storia a due claustrofobica, che pare abbandonata alla deriva di una sceneggiatura invisibile. Fulcro della vicenda è il rapporto alterato e carnale fra Iuri e Stella. Lui, Elio Germano, è figlio di una violenza carnale e di una madre assente. Lei, Emanuela Barilozzi, condivide con lui il sangue materno e l’unico vero legame col mondo esterno. Premesse disturbanti ma potentissime, che si perdono però in pellegrinaggi senza senso fra centri sociali, rave party, corse con la polizia. Non ci sono cliché e la dimensione onirica è riuscita. In questo De Rienzo si dimostra padrone del suo racconto. Ha però ragione nelle note di regia, quando dice che i difetti di Sangue sono i suoi difetti. Troppa foga, troppe ingenuità, scarso rigore.

Copyright © Cinematografo 2006.

Film
Sangue - La Morte Non Esiste
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-04-17 04:01:18
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Debutto multistrato per l'attore-rivelazione di 'Santa Maradona', Libero De Rienzo, 28 anni, che affastella in caotica libertà stili, idee, materiali colti e pop, dissipando tesori di energia e una notevole ma confusa riserva di talento. (...) Un pasticcio? In parte, e anche sentenzioso, ma rischiarato da lampi di allegra follia. Perché De Rienzo regista, oltre a darsi il ruolo del guru da western-spaghetti che spiega al protagonista come vincere la paura, ricorda un po' il personaggio logorroico di 'Santa Maradona'. E nel tono bizzarro di certe scenette folgoranti si riconosce il tratto di una generazione cresciuta non 'con Marx e la Coca-Cola', come diceva Godard, ma col telecomando in mano. Risultato: un 'Cuore selvaggio' all'italiana girato incrociando Artaud, Bataille e Fantozzi. Chissà che l'insolito mix non seduca i giovanissimi." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 maggio 2006) "Presentato al Festival di Locarno del 23005 'Sangue - La morte non esiste' rappresenta la lungamente inseguita opera prima da autore-regista dell'attore Liberto De Rienzo, noto per le sue interpretazioni di due film di Marco Ponti 'Santa Maradona' e 'A/R andata+ritorno'. Libero De Rienzo è giovane e ambizioso e a quest'opera ha attribuito, molto scopertamente presuntuosamente e onestamente, un valore categorico, assoluto, definitivo. Chi sorride di questo sbaglia, perché era lo stesso modo estremo e intollerante di porsi verso il cinema di Truffaut o di Bernardo Bertolucci da ragazzi, nomi che oggi (giustamente) osanniamo come maestri. Il paragone non è casuale. Film e autore rivelano un po' lo stesso spirito che storicizziamo ormai come quello della Nouvelle vague e di tutti i 'nuovi cinema': sembra un po' un film degli anni Sessanta. Un esercizio di stile dove lo stile è inteso come questione di vita o di morte, estremista e violento. Dunque, per rispetto a questo imponente bagaglio avanguardistico eviteremo di ridurre la questione a quanto la 'trama' dice: (...) Rispetto che non ci esonera dal dire che le intenzioni sperimentali e le ambizioni di ricerca sono espresse confusamente." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 5 maggio 2006)

Copyright © Cinematografo 2007.


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