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Salvatore - Questa è La Vita Recensione

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Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-10-27 18:19:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Un bambino costretto a crescere troppo in fretta dalla morte dei genitori. Un maestro che in lui trova il figlio mancato e si prende a cuore il caso. E in più un’assistente sociale decisa a salvarlo, strappandolo a quel che resta della sua famiglia. Fin dalle premesse in Salvatore - Questa è la vita di retorica ce ne sarebbe a palate. Eppure l’esordiente Gian Paolo Cugno si mantiene miracolosamente a un passo dal baratro. Il terreno è sdrucciolevole, lo stereotipo dietro l’angolo. Per quanto metta il piede in fallo più volte, nel complesso riesce in un mirabile equilibrismo. Dalla sua una bella fotografia, che regala alcuni squarci di Sicilia davvero notevoli, e il piccolo Salvatore a cui è ispirato il titolo: uomo-bambino indurito dalla vita nei campi, la pesca e la contrattazione coi piccoli mafiosi del luogo, ma ancora capace di portare innocenza e spensieratezza, a chi meno sembrerebbe averne bisogno. Nel complesso bravo a domare una storia dalle tinte e tentazioni forti, Cugno sembra però arrivare esausto alla gestione dei particolari. Cede allo stereotipo nel tratteggio della nonna e della sorellina, alla retorica nel ricorso alle musiche e alle sirene televisive nella scelta di alcuni attori: una sorpresa il piccolo Alessandro Mallia e un gradito ritorno Enrico Lo Verso nel ruolo del maestro, Galatea Ranzi e Gabriele Lavia stonano però nel cast, imponendo al film quel velo patinato che era in buona parte riuscito a evitare.

Copyright © Cinematografo 2006.

Film
Salvatore - Questa è La Vita
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-04-18 04:01:08
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"'Salvatore - Questa è la vita' di Gian Paolo Cugno, scritto dal regista e da Paolo Di Reda, è evidentemente un film sul diritto all'infanzia e alla crescita. Ma c'è di più, perché, come ci dice l'insegnante, per diventare grandi non basta crescere: occorre imparare a farlo liberamente e dando spazio ai sogni. Proprio come il regista, che si tiene al largo dal film di denuncia e sceglie invece di dare vita a una favola moderna girata con grazia, che inchioderà i più piccoli alle poltrone del cinema." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 3 novembre 2006)

Copyright © Cinematografo 2007.


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