Recensioni, pagina 1 di 6
"Mann e un cineasta radicale che da giovane ha lavorato molto in Inghilterra perche negli Usa, per lui, tirava un'ariaccia: pur essendo un ebreo bianco, le sue simpatie per le Black Panthers lo avevano messo nei guai. Poi, e anche un grande stilista, e 'Nemico pubblico' e un clamoroso esercizio di stile, ne più ne meno di 'Collateral' o 'Miami Vìce': lo straordinario realismo delle sparatorie si s...
"Anno uno non e 'Brian di Nazareth', anche se Ramis lo copia e quando Black arringa la folla a non credere in nessun messia c'e da urlare al plagio. Manca qualsiasi provocazione intellettuale, tutto e macchietta scatologica o pessimo humour omofobo. Black mangia delle feci e Cera si fa la pipì in faccia dopo essere stato appeso a testa in giù. E sono due tra le gag migliori. Dallo sceneggiatore di...
"Una volta era 'London Calling', come cantavano i Clash sulla spinta del loro punk. Oggi dovrebbe essere Berlin calling... ma sulla spinta di cosa? Il regista Stohr inventa una ballata con la presunzione di stabilire un centro, Berlino, e una nuova scena artistica. Ma quale?" (Dario Zonta, 'L'Unita', 13 novembre 2009)...
Dalle note di regia "Il mio primo film l'ho fatto per amore del cinema. Il secondo, 'Popiełuszko', l'ho fatto...
"Abbiamo apprezzato il 'Mash' della guerra in Iraq, una parodia affettuosa di 'Guerre Stellari', un serissimo film contro la cultura bellica del Pentagono, e gli orrori delle pratiche «alla Negroponte» a Baghdad, il tutto nell'esilarante commedia-verita 'The Men who stare at goats' di Grant Heslov. Sembra fantascienza invece e realta." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 09 settembre 2009) ...
Angelini e Castellitto (premiato a Roma) alla ricerca del cuore altrove: con stile, talento e troppa generosità
Tra mafia e Ilva, il discreto romanzo di (de)formazione di Alessandro di Robilant. Straordinario Giulio Beranek
"Ovazione per il film che malgrado la ovvia diffidenza di chi si occupa di cinema verso la moda e le sue star, ha suscitato risate e qualche lacrima nei suoi 96 minuti. E tripudio per l'imperatore stesso, lungo i due tappeti rossi". (Natalia Aspesi, 'la Repubblica', 29 agosto 2008)...
"Eccentrico, barocco, intenso Pasquale Marrazzo, regista tra i pochi in Italia che si prende il gusto di rischiare anche all'eccesso, racconta l'ordinaria violenza del nostro tempo. Con le immagini e con le canzoni di un musical alla Jacques Demy di cui e lui stesso l'autore, che parlano anch'esse d'amore e di rabbia, dove tutti sognano il mondo il venerdì ma vivono di giovedì. E ci dicono desider...
"Ambientato in Lapponia, un cartoon digitale di produzione finnico-danese che si e guardato bene i più noti modelli americani, 'L'era glaciale' in testa. Ha imparato onorevolmente la lezione: riusciti i personaggi, agile il ritmo e adeguati i dialoghi, scritti per un pubblico di spettatori piuttosto piccoli. Completa il simpatico romanzetto di formazione una morale che conosciamo ormai a menadito:...