L'attempato e scapolo operaio milanese Giulio Basletti sposa Vincenzina Rotunno, sua figlioccia, poiché l'ha tenuta a battesimo 18 anni prima nel corso di una fugace trasferta in quel di Montecagnano (Avellino). Impegnato nei sindacati e teoricamente aperto alle istanze degli anni '70, il solido lavoratore riesce, col sudore della propria fronte, ad assicurare al piccolo Ciccio e all'appariscente mogliettina meridionale l'appartamento nuovo oltre al frigo, la tv e la 750. Il caso, tuttavia, permette l'ingresso in casa sua del poliziotto Giovanni Pizzuto che con Vincenzina, oltre alla mentalità sudista, ha in comune l'effervescenza dell'età. La simpatia tra i due è inevitabile e l'adulterio scatta puntuale come una cambiale. La gelosia di Giulio esplode nonostante gli anni '70. Una lettera anonima dello stesso Pizzuto sconvolge il Basletti sino ad indurlo ad una ingiusta e pubblica "cacciata" dell'adultera pentita: l'operaio andrà in pensione semiscapolo; il poliziotto formerà una sua famiglia; Vincenzina diverrà un'anonima operaia milanesizzata.
Note
- AIUTO REGISTA: CARLO VANZINA.
- AI DIALOGHI IN MILANESE HANNO COLLABORATO, (NON ACCREDITATI): UGO TOGNAZZI, ENZO JANNACCI E BEPPE VIOLA.
- DAVID DI DONATELLO 1975 PER MIGLIORE SCENEGGIATURA (AGE E FURIO SCARPELLI).
