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"E' molto bello "Romanzo di un giovane povero". L'ennesima prova della sensibilità di Scola a calarsi nei sentimenti comuni ed eccezionali della gente, restituendoli con garbo e misura come sommesse emozioni. Senza con questo rinunciare al piacere della messa in scena, del tocco sapido, del gusto di far recitare gli attori. E in questo gli rendono il compito facile il bravissimo Rolando Ravello (Vincenzo), Sara Franchetti (la mamma) e persino un'Isabella Ferrari (la fidanzata) sempre più impegnata, e con buoni risultati - a far davvero l'attrice (tanto da ricevere a Venezia l'Osella riservata alla "non protagonista"). E infine un grande, grandissimo, strepitoso Sordi". ("Secolo XIX", Fausto Serra, 30/9/95)
"Qualche battuta felice la si ascolta - specie, appunto, se è Sordi a pronunciarla - qualche figuretta di contorno suscita coinvolgimenti e simpatia (un vecchio tipografo senza lavoro, una graziosa panettiera cui il vecchio ma ancora arzillo pensionato fa gli occhi dolci) e verso la fine quelle soluzioni sospese e quella voluta assenza di risposte provocano qualche curiosità, ma, nonostante i modi di rappresentazione che puntano decisamente sulla cronaca realistica, tutto resta smorto e quasi atono, con scarsi appigli sia per divertire, quando i climi volgono alla commedia, sia per favorire tensioni, quando tenta di farsi avanti il "giallo". Al centro però c'è Sordi che da solo basta a fare un film. ("Il Tempo", Gian Luigi Rondi, 2/10/95)
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