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Non ho ben capito se "Ritorno a Cold Mountain" voleva essere un film d'amore (due innamorati che si sono appena dichiarati vengono separati dalla guerra e attendono solo di tornare insieme) o un film di guerra (la guerra di Secessione americana). Di certo non riesce ad essere nessuna delle due cose.
L'unica caratteristica del film sono la brutalità e la violenza gratuite (il regista indugia spesso e volentieri sulle scene di tortura), che provocano orrore nello spettatore senza generare però un reale coinvolgimento emotivo. Ed è proprio questo l'elemento maggiormente assente nel film: il coinvolgimento emotivo. Non c'è il romanticismo del vero film d'amore né l'eroismo del vero film di guerra... non ci sono neanche i toni lirici o epici del ritorno a casa...
"Ritorno a Cold Mountain" è, come richiamato nel titolo, un film "freddo", che lascia appunto freddi. Fredda è la sceneggiatura, fredda la regia, fredda la colonna sonora. I personaggi poi sono così retorici! Esageratamente leccati i protagonisti, esageratente straccioni i vagabondi, esageratamente malvagi i cattivi, esageratamente retorici tutti... troppo, per essere credibili nel loro ruolo.
Insomma, questo è stato il peggior film che abbia mai visto. Tanto che ho sentito l'impellente bisogno di scriverne una recensione per salvare altri sventurati dal perdere due ore e passa in modo così inutile...
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