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Risorse Umane Recensione

"Risorse Umane" recensioni

Scheda Film
Risorse Umane
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-03-21 04:13:57
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

...Un melodramma familiare senza lacrime e una storia operaia senza ideologia. Dai due elementi che compongono 'Risorse umane' di Laurent Cantet - l'opera prima che al Festival Cinema Giovani di Torino ha vinto il premio Cipputi e da gennaio con imprevedibile successo ha conquistato i cinema (e i critici) francesi - esce un film interessante, semplice e severo, che ha la qualita di porre dei problemi senza pretendere di dare delle soluzioni. E che (sgomberiamo subito il campo dall'equivoco) 'non' ha come tema le trentacinque ore, usate piuttosto come sfondo e pretesto: ma il cambiamento sociale, lo scontro tra due generazioni, la fine - o la crisi- dell'ideologia operaia e delle battaglie sindacali. Se con 'Marius et Jeannette' la dimenticata (dal cinema e non solo) classe operaia era raccontata attraverso una favola anarchica, e con 'Rosetta' i disoccupati e i precari sono stati guardati da un partecipante obiettivo neorealista, 'Risorse umane' (la locuzione con cui ci si riferisce al "personale") e invece, sotto lo smalto di una messinscena semplice e classica, quasi un documentario - o almeno ne ha la precisione e l'aria di autenticita". (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 3 marzo 2000) "Al di la del tema, che Cantet e lo sceneggiatore Gilles Marchant affrontano in modo il pių possibile dialettico ed equidistante, colpisce di 'Risorse umane' la profondita con cui e descritto il contesto sociale e umano della vicenda. Il personaggio del padre (il non-professionista Jean-Claude Vallod, straordinario) e bellissimo e racchiude in se tutte le dolorose contraddizioni di una generazione che ha lottato pensando pių ai propri figli che a se stessa. Se avete il vago sospetto che le nuove tecnologie non siano sempre 'umane', e che la classe operaia, checche se ne dica, esista ancora, non esitate: questo e il vostro film". (Alberto Crespi, 'L'Unita', 4 marzo 2000) "Fiction e documentario si sposano con equilibrio in questo film dell'esordiente Laurent Cantet, dove l'utopia per un avvenire migliore si scontra duramente con l'interesse e il cinismo del capitale, provocando anche profondi contrasti familiari". (Fabrizio Liberti, 'Film Tv', 6 marzo 2000) " 'Risorse Umane' potrebbe sembrare un documentario nobilmente impegnato sul fronte sociale: ma non e cosė. Se ambienti e personaggi sono presi dal vero, salvo Frank, la credibilita del film non dipende solo dalla naturalezza di Cantet; ma dal modo sensibile e mai stonato con cui il cineasta imbastisce il tessuto delle emozioni delineando, soprattutto nel rapporto generazionale padre-figlio, una situazione umana che ci riguarda tutti". (Alessandra Levatesi, 'La Stampa', 12 marzo 2000) "Dopo anni di astinenza, la classe operaia va in Purgatorio nel bellissimo film di Laurent Cantet 'Risorse umane' in cui un padre pensionando e un figlio manager si giocano affetti e sindacato sulle 35 ore alla francese. Girato con attori presi dalla fabbrica il film mescola genialmente fiction, documento e poesia senza retorica. Film diverso e coraggioso: merita di essere visto, pensato". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 marzo 2000)

Copyright © Cinematografo 2009.



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