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"Un'equilibrata autoironia del personaggio e l'appassionata abilità ai fornelli, renderà simpatico un film privo di forti emozioni. Purtroppo una visione un po' farsesca del nostro 'strapaese' distrugge nel finale questa sorta di 'Babette' moderna, afflitta da crisi psicologiche materne anziché liberata da soluzioni gastronomiche. Potabile". (Silvio Danese, 'Il giorno', 7 giugno 2002)
"Sergio Castellitto nel personaggio d'un bravissimo cuoco italiano in un film di cibo e passione diretto da una regista tedesca debuttante (.) L'Italia nel film risulta il Paese allegro e solatìo degli spaghetti e della gioia di vivere, in cui le madri esprimono l'amore per i figli in cucina". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 7 giugno 2002)
"Si può cucinare con amore e talento ma essere aridi e bloccati nei sentimenti? Si può: succede alla bella Martha, artista dei fornelli pronta a sbattere i piatti in faccia ai clienti arroganti, ma incapace di accudire degnamente la nipotina rimasta orfana. Ma per fortuna arriva in cucina un cuoco italiano tutto genio e sregolatezza (Sergio Castellitto), con gran profitto di cuori e padelle. Troppi cliché per 'Ricette d'amore' di Sandra Nettelbeck. Ma a Castellitto ormai si perdona tutto. Anche cantare 'Volare' facendo gli spaghetti". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 giugno 2002)
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