Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
"I filmaker americani dovranno guardarsi le spalle, perché la rivoluzione digitale ha partorito mostri assai più insidiosi di quelli visualizzati da film come questo. E qualcuno si ostina a scovare nel bailamme delle immagini significati e metafore che dovrebbero farci meditare sul futuro dell'uomo. Se ciò è vero, film come questi sono davvero il risultato di una mutazione genetica generazionale ormai in atto. Aiuto!" (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 5 novembre 2004) "La prima puntata era una farsa per minorenni con danni da videogame; questo è un onesto horror di serie B, gonfiato con steroidi di effetti speciali, dove Milla Jovovich si aggira mezza nuda per le strade di una città spettrale prendendo a calci e fucilate tutto quello che si muove, proteggendo americani e russi, battendosi a mani nude contro un colosso geneticamente modificato, che una volta era suo amico. Rispetto al prototipo, c'è più abbondanza di azione e di 'gore' (cagnacci scorticati, diavoli scatenati in una chiesa): con l'aggiunta di qualche idea registica da parte dell'esordiente Alexander Witt: il che è già qualcosa. Quanto basta per godesi lo spettacolo." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 5 novembre 2004) "Rutilante e rimbombante, il film rappresenta il sequel di 'Resident Evil' di Paul Anderson, ma è un tale nonsenso che si può vedere anche ignorando il numero uno. Stavolta a trasferire in pellicola le frenesie dei videogames giapponesi è Alexander Nitt, maestro degli effetti speciali. Sfondi allucinanti e situazioni da incubo esaltano la georgiana Milla, Walkiria grintosa e seducente." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 6 novembre 2004) "Ancora zombi. Il mostro reinventato da George Romero sta rivivendo un momento d'oro dopo gli incassi di '28 giorni dopo' e 'L'alba dei morti viventi'. Cominciò tutto dal successo di 'Resident Evil' horror del 2002 tratto da un videogame. Adesso tocca a 'Resident Evil: Apocalypse', sequel che cambia regista, Alexander Witt al posto di Paul W. S. Anderson, ma conserva l'androgina Milla Jovovich come protagonista. (...) Sarà solo intrattenimento horror da videogame, ma 'Resident Evil: Apocalypse' è parente stretto di 'Lei mi odia', 'The Corporation', 'The Village' e dell'imminente 'The Manchurian Candidate'. Le multinazionali fanno tendenza e fanno paura. Altro che zombi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 5 novembre 2004) "Inizia più o meno come finisce 'Resident Evil: Apocalypse', non c'è un prologo, non c'è un crescendo, non c'è un finale risolutore nel senso che alla fine s'interrompe semplicemente l'azione perché tutto è già detto e spiegato dalle prime immagini. Il secondo capitolo della saga ispirata al famoso videogioco horror, affidato all'esordiente Alexander Witt e prodotto e sceneggiato da Paul W. S. Anderson che aveva diretto il primo film, è una sarabanda audiovisiva, tutto un susseguirsi frastornante e monotono di spari con mitragliette, incendi, effetti speciali plateali, scontri fisici, acrobazie marziali. È vero che il videogame trasforma spesso creativamente la prevedibilità e la meccanicità in una superfetazione narrativa, ma questo è uno di quei film che vivacchiano senza idee e con una trama che è puro pretesto su un collaudato repertorio fantahorror applicato stavolta alle trasfigurazioni di un mondo popolato di zombie, mutanti, feroci dobermann e mostri di vario tipo." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 12 novembre 2004)
Copyright © Cinematografo 2007.