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Rec Recensione

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Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-08-29 08:40:00
Provider
Cinematografo
Recensione
L'horror verità. Nelle mani di Balaguerò - ancora nella Venezia "notturna" ad un anno di distanza da Para entrar a vivir - e di Paco Plaza (Second Name), qui coregista, il racconto di una possessione assume i contorni del reportage - macchina a mano dal primo all'ultimo minuto - ovviamente falso. Tutto ha inizio in una caserma di vigili del fuoco, dove la giovane Angela e il suo operatore Pablo attendono con impazienza arrivi una chiamata d'emergenza per filmare i pompieri in azione. Magia dello script, la telefonata non tarda a presentarsi: in un condominio viene segnalata una donna in pericolo. Sarà la loro tomba. Claustrofobico ed iperteso, Rec gioca con modelli triti e ritriti ma riesce a garantire buoni momenti di spavento e truculenza, con un occhio agli zombie romeriani (più vicini però alla versione "aggressive" del remake firmato da Zack Snyder ne L'alba dei morti viventi) e una velocità d'esecuzione che non lascia un attimo di respiro. Lo splatter è garantito, un po' meno la coerenza narrativa di alcuni passaggi nodali.

Copyright © Cinematografo 2007.

Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-02-28 09:00:00
Provider
Cinematografo
Recensione
L'horror verità. Nelle mani di Balagueró e di Paco Plaza (Second Name), qui coregista, il racconto di una possessione assume i contorni del reportage - macchina a mano dal primo all'ultimo minuto - ovviamente falso. Tutto ha inizio in una caserma di vigili del fuoco, dove la giovane Angela e il suo operatore Pablo attendono con impazienza arrivi una chiamata d'emergenza per filmare i pompieri in azione. Magia dello script, la telefonata non tarda a presentarsi: in un condominio viene segnalata una donna in pericolo. Sarà la loro tomba. Claustrofobico ed iperteso, Rec gioca con modelli triti e ritriti (e il recente Cloverfield, a maggior ragione, conferma quanto poco di nuovo abbia inventato...) ma riesce a garantire buoni momenti di spavento e truculenza, con un occhio agli zombie romeriani (più vicini però alla versione "aggressive" del remake firmato da Zack Snyder ne L'alba dei morti viventi) e una velocità d'esecuzione che non lascia un attimo di respiro. Lo splatter è garantito, un po' meno la coerenza narrativa di alcuni passaggi nodali. Presentato nella sezione Notte al Festival di Venezia ad un anno di distanza da Para entrar a vivir.

Copyright © Cinematografo 2008.

Film
REC
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-02-29 12:02:24
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Riunione di condominio

La giovane reporter Angela lavora per una tv locale spagnola, e con il fidato cameraman desidera realizzare un servizio-verità sul non facile lavoro dei pompieri - professione molto meno stereotipata di quanto si pensi - seguendoli per una notte intera. La prima chiamata che arriva in centrale sembra di normale amministrazione: un'anziana signora rimasta chiusa dentro casa all'interno di un vecchio condominio, alle porte di Barcellona; sarà l'inizio di un incubo, documentato, vissuto e raccontato dalla bella Angela, decisa a filmare ogni singolo istante di quell'orrore...

Nati per fare paura

I registi e autori di REC sono due vecchie conoscenze per chi apprezza e conosce l'horror di fattura europea: Paco Plaza si è imposto all'attenzione del mondo col disturbante Second Name, mentre il più prolifico Jaume Balaguerò ci ha spaventati con Nameless, il più riuscito ed oscuro The Darkness e ultimamente con il debole The Fragile. Film diversi ma tutti legati da una sorta di sottile comune denominatore cupo e violento, quasi sempre senza speranza e, aldilà degli alterni risultati artistici, tutti ottimamente girati e confezionati.

L'allenza creativa stretta fra questi due registi innamorati dell'horror poteva e doveva, giustamente, partorire solo un'altra storia di sangue, tesa, dura e tremendamente ansiosegena, ma soprattutto ha spinto il genere verso una nuova dimensione della paura: per chi scrive REC è senza dubbio il miglior film della coppia spagnola, e probabilmente uno degli horror più riusciti e spaventosi degli ultimi anni.

REC è stato presentato al Festival del Cinema Venezia l'estate scorsa con un grande successo di critica, guadagnandosi la fama di film maledetto prima ancora di arrivare al grande pubblico. Già due anni fa un altro ottimo horror (sempre di matrice europea) sconvolse il lido: The Descent di Neil Marshall, come dire che Venezia porta bene al genere.

28 giorni su e giù per le scale

Uno spettatore distratto potrebbe a torto liquidare l'opera Plaza/Balaguerò come un banale 28 giorni dopo ambientato nel microcosmo più soffocante e claustrofobico di un vecchio condominio a Barcellona: niente di più sbagliato Le atmosfere e le ispirazioni ci sono tutte, sia chiaro, e la situazione di assedio proposta non brilla certo per originalità; ma sono la messa in scena (completamente in prima persona, tutto viene ripreso dall'occhio attento della telecamera portata in spalla dal fidato e silenzioso cameraman dell'inquieta giornalista) e il serrato e sconvolgente sviluppo degli eventi che fanno la differenza, portando lo stato di ansia e paura dello spettatore verso vette quasi inesplorate di terrore cinematografico.

Dopo un inizio volutamente e forzatamente blando il ritmo cresce esponenzialmente per non calare più fino ad arrivare a una sequenza finale estremamente ispirata e piacevolmente spaventosa, assolutamente avara di spiegazioni: si limita a lanciare qualche puzzle di incoraggiamento lasciando che sia lo spettatore a crearsi il suo finale, a posizionare i pezzi nel modo giusto e trovare la sua interpretazione.

Volendo trovare altre chiavi di lettura oltre al sangue e all'orrore, si potrebbe discutere del ruolo centrale che ha la telecamera sempre accesa del cameraman, una sorta di grande fratello perverso, disposto a rischiare la vita per documentare ogni singolo aspetto della vicenda e darla in pasto a spettatori affamati di sangue; una critica nemmeno troppo velata al feroce e vuoto mondo televisivo, in cui tutto fa spettacolo, tutto fa audience. Critica da cui i due autori-registi hanno decisamente preso le distanze, il loro unico intento fin dall'inizio è stato semplicemente quello di creare una storia che spaventasse gli spettatori (obiettivo pienamente centrato, ci permettiamo di aggiungere noi).

Una nota a parte merita il doppiaggio italiano: probabilmente per mantenere quell'aura da "real tv" propria della versione originale spagnola, per la versione italiana sono state scelte voci che suonassero reali e autentiche, quasi da persone comuni, quindi parecchio lontane dalla perfezione patinata e orecchiabile dei doppiatori più bravi del nostro cinema. Se questa scelta all'inizio può spiazzare, dopo pochi minuti aiuta lo spettatore a immergersi più profondamente nell'orrore che scorre su schermo.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.

Film
Rec
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-03-05 04:08:16
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

Dalle note di regia: "Volevamo trovare la chiave per ricostruire un'esperienza terrificante, da incubo, nel modo più credibile possibile, al punto da riuscire a coinvolgere lo spettatore più di quanto fosse mai accaduto nel cinema tradizionale. Per questa ragione abbiamo scelto di narrare la storia come si fa per un servizio televisivo, riprendendo l'orrore in tempo reale, senza tagli né manipolazioni. L'idea era di evitare il ricorso alle tecniche di suspense e di narrazione generalmente utilizzate lasciando che l'azione si svolgesse davanti a noi in modo tangibile, inarrestabile, vero e reale. Abbiamo deciso, pertanto, di mettere sulla scena, dal vivo, il terrore e le sue componenti, e di lasciare che si esprimessero senza nessun intervento esterno. Abbiamo così ricreato, artificialmente, una situazione di estremo orrore, e abbiamo lasciato che si sviluppasse. A questo punto rimaneva solo da riprendere la scena, per testimoniare il fatto che eravamo anche noi parte di quell'orrore di cui eravamo artefici e che, per nostra fortuna, avevamo sconfitto per poterlo raccontare." "In 'Rec', Jaume Balaguerò, qui affiancato dal più giovane Paco Plaza conferma le sue doti di maestro spagnolo della paura di cui ci aveva già dato ampi saggi con i precedenti 'Nameless' e soprattutto con 'Para entrar a vivir'. Siamo dalle parti di un reality show dal titolo 'Mientras Usted Duermes', in cui una giovane giornalista segue con il suo cameraman ogni notte una pattuglia dei pompieri per andare a documentare quotidiane disgrazie di città. (...) La ricetta vincente di Balaguerò, che ha fatto del suo cinema una formula campione di incassi in Spagna, sostenuta dalla produzione indipendente Filmax, è quella di accostare l'orrore alla quotidianità più stretta. 'L'horror della porta accanto' lo ribattezza Paco Plaza, quello che si può scatenare non in occasioni eccezionali, ma qui e ora, proprio nel tuo condominio, magari proprio nella tua casa. Strettamente digitale, montaggio minimo di lunghissimi piani sequenza, 'Rec' fa letteralmente sudare freddo. Proprio quello che ci voleva, dopo le disgrazie d'amore. Il cinema, a Venezia, quest'anno inizia da qui, da lacrime e urla." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 30 agosto 2007) "Fa meglio del suo solito Jaume Balguerò. Specialista di cinema horror, lo spagnolo ha diretto a due mani col collega Paco Plaza un truculento splatter dal titolo 'Rec'. Il soggetto è una declinazione di quello, eterno, della 'Notte dei morti viventi', mentre lo stile viene da 'Blair Witch Project'. Chi sorvola sull'improbabilità di un cameraman più dedito al lavoro che spaventato dai cannibali, sarà ripagato con qualche brivido di raccapriccio." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 30 agossto 2007) "Gli zombi del 2000? I media. Prima fra tutti la televisione che cannibalizza la realtà, la manipola, la rende finzione e viceversa, come un virus che si diffonde incontrastato, come un incubo senza fìne. Un vero film horror, insomma. E' 'Rec' la prima sorpresa 'da paura' che ieri ha inaugurato fuori concorso la sezione Venezia notte, ospitando questo horror spagnolo firmato in coppia da due giovani autori di culto per gli appassionati del genere: Jaume Balaguerò, già noto al pubblico della Mostra per i precedenti 'Fragile' e 'Para entrar a vivir', e Paco Plaza anche lui molto amato e premiato in patria." (Gabriella Gallozzi, 'L'Unità', 30 agosto 2007) "Riprendendo la struttura narrativa del grande successo horror del decennio scorso, 'The Blair Witch Project', gli spagnoli Jaume Balaguerò e Paco Plaza, già di culto tra gli amanti del genere, mettono assieme una paella veloce ma sostanziosa, che in un'ora e un quarto mescola sullo stesso pentolone la critiche sull'onnipresenza dei media (e la giovane Manuela Velasco è notevolissima nella parte della giornalista che passa dai problemi della messa in piega allo splatter), delle belle scene di tensione e paura, e poi, sempre in nome di una Spagna libera ed evoluta, questa finale sferzata anti-religiosa che suona tanto come un rigurgito ancora rimasto lì dal recente passato iberico. Certo, il fatto stesso che si possano mescolare zombi e preti nello stesso film - e non in tono di commedia - dimostra che di strada se ne è fatta comunque parecchia, ma il merito di questo 'Rec' comunque rimane nella sua fattura convincente, anche se come si è detto fortemente derivativa e non certo originale. E Cinema 2.0, ma non per questo non deve far paura, o far pensare." (M.B., 'Il Riformista', 1 settembre 2007) "Lasciate ogni speranza, o voi ch'entrate. Avvertimento d'obbligo per gli spettatori di 'Rec', horror angusto e demoniaco dalle marcate venature antisistema. (...) L'occhio del cinema si affida beffardamente alla testimonianza di quello della televisione. La paura mangia l'anima dei partecipanti partendo dal pregiudizio di livorose dispute del quotidiano: i sospetti verso la famigliola cinese, l'omosessuale furbetto, il malato di turno, tutti ripresi in mezzo al trambusto con morbosità dal cameraman. Con un codino ironicamente anticlericale dove l'improvvida chiesa cattolica a suo modo l'ha combinata grossa. Un film che fa tanta, troppa, insostenibile paura.." (Davide Turrini, 'Liberazione', 29 febbraio 2008)

Copyright © Cinematografo 2008.


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