"Poi i personaggi: pur ben disegnati nella sceneggiatura, quasi sempre, nella realizzazione, privi di vigore, con accenti ora elementari ora retorici. Scarsamente sostenuti, oltre a tutto, da una interpretazione che stenta ad approfondirli. Da Stefano Dionisi, protagonista allucinato, a Violante Placido, che è Sonia. Ci si poteva spettare di più". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 15 aprile 2005) "'Raul - Diritto di uccidere', giallo psicologico liberamente tratto da 'Delitto e Castigo', può contare su un convincente Giannini e un ispirato Alessandro Haber, nei panni di chi pungola la coscienza dell'omicida. Si segue con piacere la sfida mentale fra giudice e assassino, ci si gode l'accurata ricostruzione del periodo e certe atmosfere che ricordano De Chirico. Ma non si può dire lo stesso della storia d'amore, che sembra invece messa lì solo per sciogliere i nodi del copione." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 15 aprile 2005) "Dopo 'Sole negli occhi', altra variazione dostoevskiana su delitto e castigo, passata da Mauro Bolognini al nipote deb Andrea e sceneggiata da Suso cecchi D'Amico, il figlio Masolino e Bazzoni. Il film ha una dolorosa profondità esistenziale che rilancia temi filosofici del romanzo. Un poco monocorde e freddo nella narrazione, il film è però nobile e anomalo materialmente, non assomigliando allo stile omologato della fiction, e moralmente, per sviluppo attuale e la discussione dei principi. Ed è molto ben recitato da Dionisi, Giannini, Haber. L'ultima volta di Laura Betti è da leonessa." (Maurizio Porro, Corriere della Sera, 16 aprile 2005)
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