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Howard ha diretto il film dopo lo straordinario successo ottenuto di recente con Apollo 13, nella sua filmografia, però, non si dimentichino l'estroso Cocoon, il divertente e ben congegnato Parenti, amici e tanti guai e l'epico, ma con sentimenti, Cuori ribelli, interpretato da Tom Cruise e Nicole Kidman. Anche nel film di oggi ci sono parecchie delle virtù di cui aveva dato prova delle sue imprese precedenti: intanto da un punto di vista delle psicologie, attentamente disegnate non solo quelle dei genitori in ansia, fermo e deciso lui, trepida e poi polemica lei, ma quelle stesse del gruppo dei sequestratori, analizzati con aspro realismo sia nei caratteri contraddittori e aggressivi sia negli ambienti da cui vengono; poi da un punto di vista della costruzione del racconto e della sua rappresentazione: molto più tesi e serrati che non nel film di Segal, con situazioni portate non di rado fino allo spasimo, senza mai, però, forzare fatti e climi, sempre con un senso ben dosato della realtà. Gli interpreti non sono da meno, soprattutto Mel Gibson che sa imporsi con la consueta autorità ma anche, pur negli impeti, con sfumature sottili e dolorose. La moglie è Rene Russo, il bambino è Brawley Nolte, figlio del celebre Nick. (Il Tempo, Gian Luigi Rondi, 23/1/97)
Remake d'un vecchio film di quarant'anni fa con Glenn Ford (Il ricatto più vile), Ransom contrappone con abilità due universi paralleli ma contagiosi, niente affatto non comunicanti (anche eticamente): quello dorato e privilegiato del benessere e quello, miserabile, dei rapitori. Ne risulta un film che sfiora l'ipocrisia, assai violento nella rappresentazione (il bimbo, incatenato al letto), molto più imploso della media hollywoodiana, ben sostenuto da un Mel Gibson più rugoso del solito ma in grado di recitare da buon papà e da Rambo, spregiudicato, astuto calcolatore della "middle class" e della sua morale. (Il Messaggero, Fabio Bo, 17/1/97)
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