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"Sospiri di sollievo hanno accolto le ultime scene del soffocante 'Rage' di Sally Potter, altro bel nome di una volta. Un falso documentario sul mondo della moda newyorkese girato da un invisibile bambino che intervista stilisti, giornaliste, guardie del corpo, modelle etc., per poi mettere tutto sul Web fino a provocare una rivolta dei baby-consumatori. Colorato e brillante quanto ammiccante e ripetitivo (inquadrature fisse, sfondo monocromo, sguardo all'obiettivo). Con molti bei nomi, da Judi Dench a Jude Law nei panni finto-provocanti di un trans. Film-denuncia, dice l'autrice. A noi sembra un autogol." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 febbraio 2008) "Quando non si hanno i mezzi per un film, perche girare una serie d'immagini fisse e sostenere che formano un film? Cinema. e movimento, ma qui a muoversi sono solo i testoni degli interpreti, che uno alla volta occupano tutto lo schermo per quasi due ore. In questa penuria, serve a poco disporre di un buon testo e nomi noti, come Jude Law (truccato da donna), Judi Denchi e Steve Buscerni (truccati da loro stessi)." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 9 febbraio 2009) "Il film, certo monotono quanto il suo ripetitivo soundtrack di urla militaresche da manifestazioni anti global, ha molto irritato la stampa più ingenua, a giudicare da pallini e stellette di gradimento, ma sarebbe anche piaciuto molto a Dereck Jarman sia per quella sua aria da 'Test Screen' di Andy sia perche non vuole rispondere a tutti i perche, sia per aver scandalizzato Lee Marshall di 'Screen' che chiede a gran voce la revoca dei finanziamenti pubblici a oscenita simili, gia pregustando un bel governo conservatore."(Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 10 febbraio 2009)
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