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Favole della buonanotte
Skeeter Bronson è cresciuto, con il padre e la sorella Wendy, in un piccolo albergo a conduzione familiare, luogo privilegiato delle sue avventure di bambino. Ma quando il padre fu costretto a vendere per risanare i debiti, al piccolo Skeeter non rimase che la promessa – da parte del nuovo proprietario, il signor Nottingham – di diventare il direttore dell'hotel non appena avesse raggiunto l'età adulta. Peccato però che Skeeter sia adulto ormai da un pezzo, e le sue mansioni si limitino a quelle del 'tuttofare”… mentre invece l'arrogante Kendall Duncan, fidanzato con la figlia di Nottingham, si appresta ad assumere la carica di direttore.
Frustrato nelle sue ambizioni, Skeeter riallaccia i contatti con la sorella, che gli chiede di badare ai suoi due bambini mentre lei è in Arizona per dei colloqui di lavoro; e nelle serate trascorse insieme, inventando delle bizzarre favole della buonanotte, Skeeter scoprirà che i racconti nati dall'immaginazione dei due bimbi si avverano il giorno dopo, per quanto fantasiosi essi siano…
Giochi da ragazzi
Non è un caso che siano i bambini a controllare il gioco delle fiabe che diventano realtà: in fondo ciò che fa zio Adam Sandler – qui in una non sempre efficace versione 'familiare” – è stimolare la fantasia dei nipotini aiutandoli a inventare storie, seppure per proprio tornaconto, e il contenuto morale (non moralista) emerge nel piccolo trionfo del loro candore e della loro immaginazione. Innegabilmente un bel messaggio, al di là di ogni retorica disneyana.
Perché Racconti incantati, che all'occhio adulto può magari sembrare puerile, semplice e semplicistico, a conti fatti funziona e svolge adeguatamente il suo dovere: puro intrattenimento per ragazzi, una giostra di bizzarrie da luna park, mostriciattoli, gag, animaletti simpatici e buffe avventure che concorrono al divertimento dei più piccoli e traghettano il film senza soste fino all'atteso happy ending. Inutile allora, per i 'grandi”, cercare un senso logico in questa storia piacevolmente sgangherata (e ci mancherebbe), perché non si troverà altro che un'esplosione di piccole follie che travalicano la dimensione immaginifica dei racconti e invadono anche il piano della 'realtà”, pur mantenendo intatta la loro natura fantastica (come Pallocchio, il porcellino d'India dei fratellini protagonisti, che sembra uscito direttamente da un cartoon).
E se alcune battute suonano stereotipate (almeno per gli spettatori adulti), se Adam Sandler non lascia il segno, ci pensa il variegato e curiosissimo cast di contorno a reggere le sorti del film: dal bravo Guy Pearce, che meriterebbe una consacrazione presso il grande pubblico, all'ex Regina Guerriera Lucy Lawless, da Courtney Cox alla deliziosa Keri Russel, dolce sirenetta in un mondo incantato.
E molto altro ancora ovviamente, per il piacere disimpegnato dei giovanissimi.
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"Gli accompagnatori dei piccoli spettatori potranno ricordare quando qualcuno raccontava loro storie, prima che dormissero. Senza addormentarsi ora, forse."(Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 27 marzo 2009)
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