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"Nessuno ce lo toglie dalla testa: a volte sotto lo strato di un semplice film d'intrattenimento viaggiano messaggi inconsci, che la dicono lunga sulle condizioni della nostra società. Prendete A rischio della vita (titolo italiano di quelli che, quando li hai sentiti una volta, non te li ricordi mai più), il nuovo actioner di Van Damme diretto dall'esperto Peter Hyams. Il soggetto è una variante della serie "Die Hard", cioè la formula riveduta e corretta dei vecchi film di catastrofe". (La Repubblica, Roberto Nepoti, 21/4/96) "Sulla base della sceneggiatura tutta azione e poca logica di Gene Quintano, il regista Peter Hyams ha realizzato un giusto veicolo per Van Damme, il quale, come si sa, appartiene alla categoria degli attori che avendo a disposizione un'unica espressione recitano con il corpo. Mentre l'orologio sul grande tabellone luminoso del punteggio scandisce i minuti della partita alla cui fine dovrebbe verificarsi la catastrofe, l'infaticabile pompiere disinnesca le svariate bombe disseminate dai terroristi, sbaragliando i killers che vorrebbero sbarrargli la strada con i consueti scontri coreografati, finché non arriva a liberare gli ostaggi, l'adorata Emily compresa, in una scena davvero acrobatica. E ancor più spettacolare è l'inseguimento a Foss, che si conclude con la caduta a picco di un elicottero nell'apertura della cupola dello stadio, relativo schianto a terra e definitivo annientamento dello spietato avversario". (La Stampa, Alessandra Levantesi, 21/4/96)
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