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The Queen - La Regina Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-09-15 15:01:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Le crearono una rosa, le scrissero una canzone, prepararono per lei tappeti enormi di fiori e molte lacrime versarono per la sua morte così inaspettata. Creò, infine, non pochi imbarazzi ad una Corte millenaria, scosse una Nazione e le sue Istituzioni, per le quali era sempre valsa la formula dell’understatement, almeno nella sfera dei sentimenti e delle reazioni pubbliche. Successe all’indomani del 31 agosto, nella prima settimana di settembre del 1997: il fatto avvenne nella lontana e mai amata Parigi, nel corso di una spericolata corsa in automobile; i nostri personaggi si divisero tra la Scozia e Londra, le brume del nord e i fumi della Capitale, una Famiglia Reale e una Famiglia di politici. E i loro due stili. Sullo sfondo, il Regno Unito, che allora pareva, invece, assai diviso negli animi e nei cuori, nei sentimenti e nelle testimonianze di cordoglio. Lady Diana era morta; Elisabetta II, la Regina, viva e tormentata; Tony Blair, il Ministro, eccitato per la recente vittoria politica ed a tratti ancora inesperto. Può un inglese, suddito di Sua Maestà tuttora regnante,  rischiare di addentrarsi in questa delicatissima, intima, pericolosa vicenda? Lo può fare quando il suo nome è  Stephen Frears, che di “relazioni pericolose” alla Laclos se ne intende davvero: The Queen, ossia la difficile settimana vissuta da Elisabetta II e dalla sua famiglia all’indomani della scomparsa di Lady Diana. Quella tragedia, tutti lo ricordiamo, scatenò diverse reazioni, penetrando nelle più o meno sincere esternazioni d’affetto e cordoglio e creando il primo “funerale mediatico” della storia. Diciamo subito che il film di Frears non produce scandali, non fa insinuazioni trasversali, non lancia accuse, ma scruta e segue con grande rispetto e pudore i diversi personaggi dell’istituzione, della politica e dei media nel loro reagire e interagire dinanzi a manifestazioni di pietà popolare assolutamente inaspettate e inimmaginabili. Emergono due ritratti antitetici ma esemplari per i nostri “tempi moderni”: quelli di Elisabetta e Tony Blair, la Sovrana e il Primo Ministro, costretti, per un mai chiarito incidente di macchina, a prendere diverse posizioni, a porsi dei dubbi, a soffrire, a ritagliarsi un ruolo forse non voluto, forse temuto. Ruolo che, quando pubblico come il loro, può riservarci, più tardi, anche amare sorprese. Insomma, Frears concretizza e storicizza quelle “private fears in public places” che sempre alla Mostra di Venezia hanno animato il bel film del collega Resnais, Cuori. Ambientazione scrupolosa, dialoghi sicuri per un montaggio da manuale, caratterizzazioni eccelse sulle quali svetta Helen Mirren nel ruolo della Regina: impressionante somiglianza, recitazione impareggiabile, capace anche, in frangenti così delicati e intimi, di far trapelare una splendida, molto britannica ironia. Una grande, indimenticabile lezione di cinema, premiata con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a Helen Mirren. 

Copyright © Cinematografo 2006.

Scheda Film
The Queen - La Regina
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-10-03 04:01:51
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Naturalmente questi retroscena, puntualizzati dalla sceneggiatura di Peter Morgan, possono anche essere non veri, ma sa renderli verosimili l'abilissima regia con cui Frears è riuscito poi a rappresentarli. Ha finemente mescolato il repertorio ai fatti ricostruiti, ha messo al centro quella Regina che, pur vista con certi suoi pregiudizi, ha momenti in cui rivela una sua sensibilità, specie in un finale in cui, con Blair, si interroga sulla sua mai smentita fedeltà al suo ruolo. Con una estrema precisione nei dettagli, nelle cornici, nell'etichetta. Ed anche nella scelta di interpreti, quasi tutti inglesi, spesso molto somiglianti agli originali. La più somigliante è Helen Mirren che, come modi, come mimica, sembra quasi una sosia di Elisabetta. Oltre a tutto parla un inglese con il 'Queen's accent'. Ed è una gioia ascoltarla. Specie dopo i film di Hollywood." (Gian Luigi Rondi, "Il Tempo", 3 settembre 2006) "Su due punti chiave però il film glissa. Nemmeno un accenno, fosse almeno una acidità della principessa Margaret contro Dodi Al Fayed, e silenzio completo sul «complotto», sue origini e conseguenze. Who killed Bambi? (Sid Vicious) Perché? Perché Frears è abile nell'uso della metafora segreta, e nessuno collegherà l'assassinio, programmato e fatto eseguire da altri, vicini di tenuta (i servizi segreti francesi?) del cervo dalle corna a 14 ramificazioni, braccato dal principe Filippo con adorabile ferocia, con la fine di una donna che non aveva solo le gambe più belle di quelle di Carlo, ed era destabilizzantemente legata a un arabo. Dunque Frears e lo sceneggiatore perfido, Peter Morgan, non rischieranno un'incriminazione per alto tradimento (se i 176 giornalisti inglesi presenti al Lido non sanno leggere tra le righe)." (Roberto Silvestri, "Il Manifesto, 3 settembre 2006) "Altro che lesa maestà. Elisabetta d'Inghilterra dovrebbe farlo baronetto, Stephen Frears, il regista di The Queen che ieri ha mandato in delirio la Mostra, con oltre cinque minuti di standing ovation. Nessuno scandalo, niente rivelazioni-choc sulla morte di Lady Diana: il film è l'omaggio intelligente di un suddito innamorato ma anche un ritratto privato, molto divertente, della signora che da oltre mezzo secolo governa la vita e l'immaginario degli inglesi. «Mettiamola così: alla guida della monarchia, un'istituzione anacronistica e sempre criticabile, c'è una donna eccezionale. Senza scomodare Freud, la regina è scolpita nell'inconscio di ognuno di noi», dice Frears, fin dai primi film considerato un cineasta irriverente di sinistra." (Gloria Satta, Il Messaggero", 11 settembre 2006) "Alternando finzione e immagini di repertorio, Frears tratteggia un ritratto sorprendente, intimo e spassoso dei Windsor all'acme di una storica crisi di credibilità e dello stesso neoleader. L'alta qualità del film riposa sull'incarnazione di Sua Altezza Reale offerta da Helen Mirren, sublime attrice che ha appena meritato a Venezia la Coppa Volpi. Ciò che colpisce, del gioco di specchi tra le procedure dell'etichetta e le schermaglie politiche, diventa così la sorda sfida tra due mondi costretti a convivere nel momento più difficile per entrambi." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 16 settembre 2006)

Copyright © Cinematografo 2007.



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