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Qualcuno Da Amare Recensione

"Qualcuno Da Amare" recensioni

Film
Qualcuno Da Amare
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-03-23 10:41:21
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Poca vitalità, pochi slanci. La regia di Tony Bill, che pure aveva diretto amabilmente 'My Bodyguard' e che, nel suo passato di produttore, ha addirittura La Stangata, sette volte premio Oscar, ha seguito stancamente la vicenda, scritta per lui da un esordiente, Tom Serchio, e ne ha tratto a fatica elementi per interessare e coinvolgere. (…) Privi di carismi, e perciò di possibilità di convincere, anche gli interpreti: il giovane cardiopatico è Christian Slater, intravisto anni fa nel 'Nome della Rosa'; ha l'aria gentile, modi garbati, una mimica anche abbastanza contenuta, ma gli manca del tutto l'incisività, fino ad apparire slavato. Marisa Tomei, al suo fianco, tenta di imporsi con un po' di brio in più (come in 'Mio cugino Vincenzo', lo ricordate), ma, come personaggio, rischia soltanto lo stereotipo. E la si dimentica subito." ('Il Tempo', 7 giugno 1993)

"Ed ecco che 'Qualcuno da amare', sorta di melodramma metropolitana e proletario, allude delicatamente al disagio esistenziale e il "cuore ribelle" del titolo originale (Untamed heart) diventa una metafora del disagio giovanile. La regia ne è cosciente e gioca tutte le sue carte in un finale drammatico, tirato allo spasimo, nel quale le emozioni esplodono e la stessa morte appare come un quieto divenire. Come già per Scelta d'amore, storia simile interpretata da Campbell Scott e Julia Roberts, l'acerba sensibilità dei protagonisti ha un aspetto determinante del film: Christian Slater, al suo primo ruolo serio, ha uno sguardo trasversale assai inquietante e una espressività monosillabica interessante." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 7 giugno 1993)

"E' una love story degli Anni '90 e si svolge una caffetteria di Minneapolis dove la camerierina Caroline, divisa rosa e scarpe da tennis, incontra il grande amore nella persona del timido sguattero Adam. (…) Più noto come produttore ('La stangata', 'Taxi Driver') che come regista, Tony Bill ha girato di routine la vicenda senza eccedere nel registro strappalacrime. Teneri e adeguati Christian Slater e Marisa Tomei, recentemente laureata con l'Oscar." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 7 giugno 1993)

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