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"Ambizioso adattamento di un romanzo di enorme notorietà. 'Il profumo' di Patrick Süskind, poi autore di altri romanzi di successo come 'Il piccione', ha venduto dalla pubblicazione, nel 1985, quindici milioni di copie. Tutto si svolge tra il 1744 e il 1766, in Francia. È la vita di Jean-Baptiste Grenouille (l'attore è l'inglese Ben Whishaw) nato tra la sporcizia del mercato del pesce parigino e finito sul patibolo ventidue anni dopo. (...) Ciò che la parola scritta sa evocare (la descrizione, nelle pagine iniziali, di un mondo dominato da odori che per via dei progressi dell'igiene non conosciamo più) il racconto per immagini, sia pur lussureggiante ma impotente, riduce a due ore e mezzo di noia. Il regista, tedesco come Süskind, si segnalò nel '98 per lo scatenato Lola corre, versione meno felice di Sliding Doors a sua volta debitore alla poetica kieslowskiana del caso." (Paolo D'Agostini, "la Repubblica", 22 settembre 2006) "Alla base, il romanzo di uno scrittore tedesco di successo, Patrick Süskind, pubblicato una ventina di anni fa e presto tradotto in varie lingue. Lo porta adesso sullo schermo, un regista egualmente tedesco, Tom Tykwer, quello di 'Lola corre', positivo esordio in cifre quasi sperimentali. (...) Metà realismo, metà fantasia. Però, anche se la costruzione narrativa, ripresa fedelmente dal romanzo, mette scopertamente l'accento su questo caso tanto insolito, stenta poi a renderlo plausibile per eccessi e iterazioni che rischiano in più passaggi di rasentare l'incongruo (se non addirittura il risibile). Li riscatta in parte la regia di Tykwer che, specie quando deve descrivere l'orrore addirittura naturalistico di quelle folle settecentesche e le cornici figurativamente molto suggestive che le accolgono, si impegna con immagini forti e dure, fatte svolgere da ritmi quasi angoscianti. Cimentandosi anche con musiche spesso appropriate, nel tentativo, in qualche momento riuscito, di suggerire sullo schermo l'idea del profumo. Senza ottenere tuttavia, che quei personaggi siano credibili fino in fondo e che quei climi del thriller trovino gli equilibri giusti con quelli psicologici, affidati quasi soltanto questi ultimi, a una voce narrante che riassume i passaggi chiave del romanzo. Gli interpreti comunque, quasi tutti inglesi, si impegnano a dare il più possibile verosimiglianza all'insieme. Soprattutto il protagonista, Ben Whishaw, ossessionato e allucinato come il personaggio esigeva. Di sfondo, Dustin Hoffman, il solo americano. È il maestro profumiere dell'inizio. Può convincere." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 23 settembre 2006) "Un best-seller da 15 milioni di copie; ma anche un film difficile da allestire, più volte rimandato, accantonato e rimesso in gioco da Hollywood. Se dall'85 i fans di 'Il Profumo' hanno dovuto aspettare sino ad oggi, una ragione doveva pure esserci: eppure il tedesco Bernd Eichinger non ha lesinato sforzi per produrlo, quantomeno dimostrando che l'Europa può provare a competere sul piano dell'intrattenimento kolossal. Proprio perché la missione merita rispetto, se ne possono segnalare le virtù: (...) Purtroppo, però, l'approccio sensuale, sfarzoso e irridente di Tom Tykwer ('Lola corre') - corredato dagli inevitabili dettagli da voltastomaco - lascia via via il posto a una sproporzionata pretesa simbolista e metafisica, col risultato di banalizzare la metafora, schiacciare la suspense e dilapidare le allusioni all'estremismo terrorista. L'ossessione del reietto semi-autistico che, nel degradato Settecento di Parigi e Grasse, tenta di possedere con l'ipersensibile olfatto il segreto degli odori negati alla propria pelle finisce con l'assomigliare alle gesta di un qualsiasi serial killer, peraltro appesantite dall'eccessiva durata di 2h e 27'. La tragedia umana di Grenouille (originariamente stimolata dalle visioni alla Victor Hugo dello scrittore Suskind) non regge, così, l'incongruo confronto con le manipolazioni omicide di Hannibal the Cannibal, anche se il colpo di scena finale è un pezzo di bravura all'altezza del suo coté voyeuristico." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 23 settembre 2006) "Il popolare best seller da 15 milioni di copie di Süskind è alla fine diventato un film inodore, non profumato. Fatale ossimoro (Kubrick aveva visto giusto: 'infilmabile') per il regista tedesco Tom Tykwer che perde tutti gli optional di 'Lola corre' in un kolossal settecentesco da 50 milioni che racconta d'un uomo che non ha odori ma è dotato di olfatto ipersensibile e cerca di creare un profumo per la pace e l'amore, diventando per bisogno feroce serial killer. Tutto un fremere di nari, ma dal film è assente l'ossessione, non c'è mistero in questa bell'idea metaforica cui partecipa un perfetto Dustin Hoffman. Distillato di banalità - una pessima musica, il ralenti, seni palpitanti - il film finisce in un'orgia sessantottina da 'Hair' in cui tutti badano bene a coprirsi le pudenda. Ben Wishaw è un protagonista inodore, sempre uguale: l'unica scappatoia era fare il film in Odorama." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 29 settembre 2006)
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