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"Con una struttura narrativa poco salda (la sceneggiatura, sulle orme dell'autobiografia, è di Lon Blum e Michael Kalesuiko) e con dei modi di rappresentazione pronti a denunciare ad ogni pagina le origini televisive della regista Betty Thomas: ritmi lenti pause tenute a lungo, spazi eccessivi (e si capisce perché) concessi ai 'numeri' radiofonici dei protagonisti. Non sempre, oltre a tutto, per le persone per bene, gradevoli da ascoltarsi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 7 giugno 1998)
"Costruito come un lungo flashback, 'Private Parts' è un film curioso e acido che la regista Betty Thomas mette al riparo dai rischi dell'autocelebrazione. Chiaro che Stern si diverte a mettere in scena se stesso, parodiandosi e glorificandosi sul filo dell'autobiografia; ma, più che il ritratto di questo scaltro animatore radiofonico in bilico tra amori hendrixiani e aspirazioni borghesi, piace il modo in cui il film ripropone gli anni Ottanta. Quelli del riflusso, delle bionde siliconate, della deregalation reaganiana. Doppiato coraggiosamente da Roberto Certonà (certi film andrebbero visti in originale), Stern risulta un simpatico enigma: fisicamente ricorda il nostro Richard Benson, ma se a milioni seguono le sue tirate politicamente scorrette ci sarà pure un motivo?" (Michele Anselmi, 'L'Unità', 4 giugno 1998)
"Parti intime, genitali, 'Private parts' è un bellissimo film, dal linguaggio piuttosto esplicito e forte, del 1997. Nei paesi anglosassoni è già diventato un cult da Mezzanotte. E' stato diretto senza grandi svolazzi lirici da Betty Thomas (ex attrice, era la sergente Bates in 'Hill Street', poi autrice tv) e scritto, divertendosi un mondo, e con la logica dello scacchista vincente, da Len Blum ('Polpette, Strips') e Michael Kalesniko. Supervisione di Ivan Reitman, il maestro del demenziale tollerabile, scostumato e un po' machista (lanciò John Belushi). Dunque una commedia 'professionale' che racchiude una sorpresa inaspettata. Ha come un segreto, un doppio fondo acido... Insomma, attenzione, è la parodia di ciò che glorifica." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 30 maggio 1998)
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