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"'Possession' è un languido dramma romantico tratto dal romanzo di A.S. Byatt in cui Neil LaBute, fedele al libro, alterna il passato e il presente: Eckart e la Paltrow (gli accademici) stentano ad amarsi; Northam e Ehle (i vittoriani) sfidano le convenzioni dell'epoca. Morale: gli antichi erano più moderni e coraggiosi di noi. LaBute cerca. Rischia. E quando sono in scena i vittoriani, trova". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 ottobre 2002)
"Trasponendo un libro di A.S. Byatt, il regista abbandona il suo abituale sarcasmo critico ('In compagnia degli uomini', 'Amici e vicini', 'Betty Love') per tentare senza un esito molto entusiasmante il sentimentalismo amoroso e le doppie vicende del cuore". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 4 ottobre 2002)
"C'è Aaron Eckhart, il volto cinico e seducente dei primi film di Labute, il cineasta perfino cattivo quando deve raccontare l'opportunismo e la solitudine umane. Ma non c'è Labute. Che si prende una pausa sentimentale, ma né banale, né buonista (...) La Paltrow attinge dai suoi personaggi fragili per cercare una moderna continuità del femminile nella passione amorosa. Il passo cadenzato che incrocia le due storie è un po' meccanico, a volte stanco, ma il finale riserva una sorpresa significativa". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 4 ottobre 2002)
"Neil LaBute, regista di alcune delle scie contorte delle identità emotive e sessuali di oggi, non è il cineasta più qualificato per descrivere questo viaggio sentimentale ai confini del tempo e l'incantamento di una passione malinconica e anacronistica. Il cast, in cui due delle donne del passato sembrano le copie della Strep-Donna del tenete francese e della Adjani - Adele H. e Paltrow ed Eckhart hanno l'intesa di due estranei che si ritrovano casualmente nella stessa biblioteca, stinge il dagherrotipo della vita". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 8 ottobre 2002)
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