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"Agnieszka Holland racconta il tutto con toni realistici: fa un film da "6 meno meno", infinitamente inferiore al suo soggetto. Azzecca al 75% i due attori: Leonardo Di Caprio ha la strafottenza giusta per Rimbaud, anche se - cosa strana, detta di un giovane divo hollywoodiano, ma vera - non è abbastanza bello per la parte. David Thewlis è molto bravo, disegna un Verlaine piccolo-borghese (e va bene) ma forse un po' troppo tonto. Il problema è nel manico: è nel copione di Christopher Hampton, grande banalizzatore di temi nobili sin dai tempi di 'Relazioni pericolose'. La colpa suddetta, secondo noi, è sua. La colpa di aver rimosso la forte carica politica, ed eversiva, di Verlaine e Rimbaud, di aver scritto una storia senza tempo che dice davvero poco sul dramma, e sull'emozione, di essere poeti. Forse il vero film su Rimbaud non dovrebbe mostrarci mai lo scrittore, dovrebbe seguirne le tracce in Africa e nel mondo: raccontare il mistero, non l'uomo. Ma sarebbe un altro film, sarà per un'altra volta. " (L'Unità, Alberto Crespi, 24/8/96)
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