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Basta poco per far nascere un mito
La storia della genesi del personaggio di Pippi Calzelunghe è curiosa, quasi sorprendente nella sua semplicità. L'autrice è Astrid Lindgren, una scrittrice svedese che, oltre alla buffa ragazzina con le treccine, ha firmato almeno un altro centinaio di racconti, spaziando nei generi più vari (dal giallo al fantasy). Pippi Calzelunghe è in effetti una creazione della figlia di Astrid, Karin, che durante la convalescenza per una polmonite chiese alla madre di inventare per lei una storia con protagonista questa fantomatica "Pippi Calzelunghe", un nome che la bambina si era immaginata al momento. Astrid non si fece pregare, e in quei giorni inventò di sana pianta una serie di storie che qualche anno dopo decise di mettere per iscritto, creando così la serie di racconti a cui si ispira il telefilm. Un successo di vasta portata, tradotto in decine di lingue, che ha fatto diventare l'autrice una degli artisti più amati di Svezia.
Pippi e i sogni dei bambini
Come tutte le favole (soprattutto quelle inventate sul bordo del letto da una mamma che accudisce la figlia malata!) la trama alla base dei vari episodi di Pippi Calzelunghe è estremamente semplice. Tutto gira intorno al personaggio di Pippi, che arriva in città col suo cavallo e la sua scimmia a portare allegria e anticonformismo, sconvolgendo seriose feste di adulti, salvando bambini timidi dalle angherie dei prepotenti, inventando giochi e dispetti.
Occorre fare molta attenzione guardando questa serie: analizzandola con occhi adulti nel 2007, potremmo finire col bocciarla ben presto per la sua grande ingenuità, lo scarso spessore della trama e dei dialoghi, per l'uso di un montaggio piuttosto lento, che sembra indugiare troppo a lungo su singole inquadrature che si sarebbe potuto tagliare prima.
In realtà per dare un giudizio corretto bisogna considerare che ci si sta rivolgendo a un pubblico giovanissimo, e nel caso specifico la serie fu prodotta per i bambini della fine degli anni Sessanta. Da questo punto di vista la trama semplice e alcune lentezze registiche si spiegano con la necessità di interessare chi non ha gli strumenti per cogliere eccessive complessità, in un senso o nell'altro, specie in anni in cui la televisione e i suoi prodotti erano ancora un fenomeno molto recente.
Alla base del successo di Pippi ci sono considerazioni probabilmente intuitive, ma anche estremamente efficaci: potremmo riassumere dicendo che Pippi rappresenta ciò che ogni bambino vorrebbe essere. Vive da sola in una casa enorme e coloratissima, piena di oggetti strani e divertenti. I suoi genitori non ci sono (sua madre è morta e suo padre è un pirata disperso nel Mari del Sud, anche se ricompare verso la metà della serie) e questo in pratica le toglie ogni regola: può decidere come passare le giornate, non deve andare a dormire se non quando ne ha voglia, cucina sporcando dappertutto, fa in pratica tutte le cose che i bambini sognano, senza che qualcuno arrivi un minuto dopo dicendo "questo non si fa". Non si dimentichi che ha una borsa piena di denaro proveniente da chissà dove (col quale può comprare infiniti dolci e giocattoli) e ha persino un superpotere, una forza sovrumana che la rende invincibile. Quest'ultimo dettaglio è particolarmente importante: Pippi Calzelunghe non è un personaggio supereroistico nel senso consueto del termine. Non è Wonder Woman ma la sua forza è solo simbolo della sua libertà: se anche qualcuno provasse a fermarla (come in effetti fanno ad esempio i due poliziotti fin dal primo episodio) non ci riuscirebbe. Per questo tale potere non è giustificato o spiegato in alcun modo (in realtà si arriva a capire che è una qualità ereditaria): la sua funzione è puramente simbolica e metaforica. Pippi incarna i desideri di ogni bambino, sogni semplici fatti di giochi e dolci, disordine e mancanza di responsabilità. Tutti i ragazzini immaginano almeno una volta di compiere le sue stesse gesta. In compenso, gli adulti del mondo di Pippi non sono cattivi, ma sono però incatenati nella loro "adultità", in una serietà dei modi e dell'approccio alla vita che la giovane non può accettare.
Un minimo di apporfondimento consente di trovare risvolti psicologici abbastanza espliciti: è l'assenza dei genitori a consentire a Pippi di fare quel che vuole e ciò che manca è una guida adulta che le spieghi ciò che è giusto e ciò che sbagliato. Certo, l'ambientazione fiabesca e leggera impedisce che questo diventi motivo di eccessiva introspezione: in un'opera drammatica tale assenza genitoriale porterebbe forse a conseguenze tragiche. Invece qui Pippi è felice, spensierata, e anche in questo rappresenta i desideri dei suoi piccoli spettatori: non c'è un solo bambino al mondo che non abbia favoleggiato, in piena ingenuità infantile, sull'assenza dei genitori e delle costrizioni da loro imposte.Non dobbiamo però pensare di essere di fronte a un inno all'assenza di regole e alla disobbedienza. In più di un'occasione è la stessa Pippi (come sul finire del terzo episodio) a porsi domande sul valore delle sue azioni, chiedendosi se quello che fa è giusto o sbagliato. E per trovare una risposta si rivolge alla madre in cielo, cercando di capire qual è la via corretta da seguire. In qualche modo quindi si cerca di far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta: il fascino di Pippi sta nel suo essere completamente libera, ma una libertà che non è follia scatenata, bensì possibilità di scegliere e capire con la propria testa, senza farsi condizionare dalla gabbia delle restrizioni sociali. Un esempio per tutti è la giornata di pioggia nella quale Pippi decide di stendere i panni e innaffiare le piante: l'apparente mancanza di senno delle due operazioni è mitigata dalla perfetta autocoscienza che la bambina ha di esse. Spiega infatti ai suoi due amici Tommy e Annika che sa perfettamente che non sarebbe il caso di dare l'acqua ai fiori quando piove, ma che lo fa lo stesso perché ormai aveva deciso, e lei è testarda. Un follia autocosciente quindi, in pratica una non-follia, se consideriamo che normalmente chi è matto non sa di esserlo. Non a caso le trasgressioni di Pippi sono piccole ribellioni infantili, quelle appunto che ogni bambino può sognare: pattinare per casa dopo aver cosparso il pavimento di acqua saponata, comprare valanghe di dolci, saltare sul letto o nella vasca da bagno. Ma quando la propria intemperanza finisce col danneggiare la felicità degli altri (nel caso della festa rovinata alla mamma di Tommy), ecco che arriva il senso di colpa e l'invocazione alla madre, per ammettere le proprie colpe e chiedere perdono. Pippi è dunque un personaggio surreale, fuori dagli schemi e dalle convenzioni, ma ha anche degli appigli col reale: in fondo in fondo, potremmo dire, è una "brava bambina".
Ragioni di un successo
Facile allora capire come mai questa breve serie (solo 21 episodi complessivi) abbia avuto così tanto successo. Da una parte abbiamo un pubblico giovane affascinato dalle semplici avventure di Pippi, che a un adulto possono parere un po' buttate lì nella loro ingenuità, ma che per un bambino di 5-6 anni rappresentano il massimo possibile della libertà e della trasgressione. Dall'altra parte abbiamo genitori che pur avvertendo l'anticonformismo di fondo di Pippi ne colgono ugualmente la bontà d'animo e l'innocenza. Un elemento importante nei meccanismi di fruizione sono anche Tommy e Annika, i due amici di Pippi, che nella loro "normalità" (vestiti classici, niente superpoteri, una madre e un padre tradizionali) sono la proiezione all'interno della finzione di tutti gli spettatori seduti di fronte allo schermo. Più che identificarsi con la protagonista dunque, i bambini probabilmente si rivedono nei suoi due amici, che in ogni puntata lasciano per un po' la loro vita serena ma ordinaria per entrare in un mondo fantastico. Pippi allora diventa non solo la persona che vorremmo essere, ma anche la migliore amica che potremmo mai avere. E non si dimentichi che alla fine della giornata Tommy e Annika tornano sempre a casa propria, come a simboleggiare che il divertimento con Pippi è bello, ma non cancella tutto il resto: anche in questo caso una libertà responsabile, non una ribellione senza freni.
Pippi e Peter Pan
Solo Pippi dunque rimane nel suo mondo incantato, e questa è un'altra caratteristica che sembra avvicinarla ad altri personaggi della letteratura, del teatro e del cinema. Quello che probabilmente più le somiglia è Peter Pan: anch'egli è un bambino orfano, dotato di un potere straordinario, abituato a vivere secondo le proprie regole, allergico alle formalità. Certo ci sono anche varie differenze: Peter Pan vive su un altro pianeta, mentre Pippi il luogo "altro" lo porta nel nostro mondo, occupandone uno spazio (la villa Villa Colle) e irradiando da lì la propria personalità. Peter Pan non sa da dove viene, e finisce col vedere in Wendy la propria madre (da un punto di vista psicologico). Pippi invece sa bene chi siano i suoi genitori e dove si trovino. Semplificando al massimo potremmo dire che Peter Pan rappresenta in un certo qual modo la nostra volontà di fuggire al mondo in cui viviamo, per andare in un luogo dove non valgano le stesse regole che siamo soliti rispettare tutti i giorni. Pippi al contrario non confina il fantastico in una lontana un'isola che non c'è, non fugge dal mondo, cerca invece di trasformarlo, portando l'isola che non c'è qui sulla terra.
Conclusioni
Per concludere vorrei sottolineare nuovamente il modo in cui dovremmo avvicinarci a un prodotto come questo: non con gli occhi di smaliziati cinefili del Duemila, bensì come bambini sognatori degli anni Settanta. Solo così potremo capire il successo di un prodotto realizzato con grande affetto, utilizzando strumenti tradizionali della fiaba ma anche alcune innovazioni tematiche non scontate per l'epoca. Questa è lìapprezzabile operazione compiuta da Dolmen Junior per recuperare alcuni cult che hanno fatto la storia della televisione per bambini.
Non consiglierei infine Pippi Calzelunghe a coloro che non l'hanno mai vista prima e che sono abituati a forme di intrattenimento più adulte e moderne. Ma se siete abbastanza grandi da averlo apprezzato da piccoli potreste avere voglia di acquistarlo per nostalgia; meglio ancora, se avete dei bambini in casa (o fratellini, cuginetti, nipotini ecc), può essere un regalo ancora adattissimo, pieno di fantasia e buon cuore, senza sfociare nel moralismo più stucchevole. E i fan ormai cresciuti non potranno non esaltarsi (ri)ascoltando la sigla iniziale, una canzonetta strana, irritante e irrispettosa della metrica, ma che riesce non si sa come a entrare in testa per non essere più dimenticata:
Ecco sono qui
Pippi Calzelunghe così mi chiamo;
credo proprio che
una come me non c'è stata mai!
Ogni volta che
devo far qualcosa combino guai,
ma alla fine poi
vedo che son tutti amici miei!
Rit.
Pippi, Pippi, Pippi
che nome, fa' un po' ridere,
ma voi riderete per quello che farò!
Tutto il giorno sto
con una scimmietta e un cavallo bianco
ed un topo che
tutto il mio formaggio si vuol mangiar!
Forse non lo sai,
ma io qualche volta divento magica:
quello che tu vuoi
dillo a me che, forse, te lo darò!
Rit.
Pippi, Pippi, Pippi
che nome, fa' un po' ridere,
ma voi riderete per quello che farò DVD Caratteristiche tecniche
Video: 4:3
Audio: Italiano Dual Mono
Sottotitoli: Italiano per non udenti
La serie si compone di 6 dvd, ciascuno contenente tre episodi per un totale di circa 78 minuti per disco. La serie è stata restaurata e rimasterizzata, e il risultato si vede: malgrado sia abbastanza evidente che si tratta di un prodotto di quasi quarant'anni fa, l'immagine è pulita e i colori risultano accesi. Anche l'audio è privo di disturbi. Da un punto di vista tecnico questa versione in dvd è perciò molto superiore alle repliche che negli anni sono passate in televisione.
Segue l'elenco degli episodi di ogni dvd:
DVD 1:
1.Villa Villa Colle;
2. In giro a fare compere;
3. Una festa movimentata.
DVD 2:
4. Una gita in campagna;
5. Uno strano compleanno;
6. Visita al luna park.
DVD 3:
7. La prima neve;
8. Regali di Natale;
9. L'introvabile Spunk.
DVD 4:
10. Una gita in pallone;
11. Come Robison Crusoe;
12. Festa d'addio.
DVD 5:
13. La partenza;
14. Capitano Calzelunghe chiede aiuto;
15. Isola Da Taka Tuka.
DVD 6:
16. Pippi contro i pirati;
17. Tesoro di zio Fabian;
18. La colla speziale.
Contenuti speciali
Purtroppo dobbiamo segnalare la totale assenza di contenuti speciali. Una volta inserito il disco nel lettore si può solo scegliere da che episodio iniziare, ed eventualmente scegliere i sottotitoli. Ciò è comprensibile se si pensa all' età della serie, girata in anni in cui il concetto di "contenuto speciale" non esisteva, con conseguente difficoltà se non impossibilità di reperire oggi materiale esterno ai singoli episodi.
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