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Una vita breve e tormentata
La vita di Luca Flores, pianista di enorme talento: approdato in Italia dopo l'infanzia in Mozambico, si diploma in pianoforte con il massimo dei voti e scopre il jazz, che gli permetterà di esprimere il suo estro creativo ai livelli più alti. Innamoratosi di Cinzia, una ragazza conosciuta nel locale in cui ha esordito, Luca raggiungerà presto il successo e comincerà a suonare con i jazzisti di maggior fama, fra cui Chet Baker; ma qualcosa dentro di lui comincia progressivamente a logorarsi, e né la sua arte, né tanto meno l'affetto della sua famiglia, riusciranno a salvarlo…
Dannazione e sacrificio dell'artista
Ispirato alla storia di Luca Flores, scritto da Ivan Cotroneo, Claudio Piersanti, Sandro Petraglia e Riccardo Milani (a partire dal libro Il disco del mondo – vita breve di Luca Flores, musicista di Walter Veltroni), Piano, solo è un vero e proprio biopic concentrato, più che sugli eventi in sé stessi, sulla psicologia del protagonista: geniale ma consumato dagli spettri che lo tormentano, Luca Flores sacrifica all'arte la propria felicità e il proprio equilibrio mentale, precipitando così in un abisso di nevrosi, sofferenza, follia. Egli rappresenta l'artista, superiore in sensibilità e dunque più vulnerabile, incompreso dal mondo esterno perché ad esso inadeguato, costantemente alla ricerca di un'ancora di salvezza che individua, per l'appunto, nell'arte; ma tale via di scampo si rivelerà presto illusoria e momentanea, perché il confronto con la crudele realtà delle cose concrete – o con un passato altrettanto impietoso – è inevitabile.
Spesso giocato fra musica diegetica ed extradiegetica, Piano, solo si affida ai frequenti flashback per giustificare i tormenti del protagonista con il dolore di una memoria insinuante e terribile: una scelta forse troppo semplice che, però, nel complesso non penalizza un film secco e senza speranza, convenzionale eppure onesto e sincero, diretto con mestiere – senza troppe concessioni al melò – da un regista con esperienze divise fra cinema, televisione e pubblicità.
Bravissimo Kim Rossi Stuart; dolente e malinconico, esprime con gli occhi e con il corpo il disagio dell'uomo e l'abilità dell'artista, ma ottimo anche il resto del cast, dal quale emergono la dolcezza e la sofferenza di Paola Cortellesi nel ruolo di Barbara Flores, sorella di Luca.
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