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"(...) Questa seconda missione marziana ha l'aspetto di una vecchia serie B gonfiata a dismisura, con buchi narrativi, idee scarse e confuse, personaggi fluttuanti per mancanza di peso, scene gratuite, incongruenze varie. Non bastano, a compensare la povertà generale, le belle scenografie marziane o il robot-predatore generato dal computer, puro travestimento futuristico dei dinosauri di 'Jurassic Park'". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 14 gennaio 2001)
"Niente di particolare, un film di genere su una nuova spedizione verso Marte. (...) Lo stile del regista Anthony Hoffman, che debutta nel cinema dopo molte esperienze di spot pubblicitari, è inerte, affaticato, lento, ricalcato senza ironia sulla fantascienza primaria degli anni Cinquanta". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 gennaio 2001)
"Per quanto mediocre, il film diverte: bellissima la fotografia rossastra e rugginosa di Peter Suschitzky, elegantemente naive la mano dell'esordiente, ex regista di spot Anthony Hoffman, niente effetti speciali gravosi, tute fetish per gli astronauti, discreto cast che come moda impone vede una donna alla Sigourney Waever (Carrie-Ann Moss, già in 'Matrix') a capo del manipolo di maschietti, tra i quali Val Kilmer e Toni Sizemore". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 12 gennaio 2001)
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