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Persone Perbene 1992

Persone Perbene locandina del film
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Persone Perbene
Cast
Fabio Camilli, Renato Cecchetto, Alberto Cracco, Massimo Ghini, Eros Pagni, Giovanni Visentin, Sandra Collodel, Gabriele Gori
Regia
Francesco Laudadio
Sceneggiatura
Francesco Laudadio
Data di uscita
1992
Genere
Drammatico

Trama

Uomo d'affari di successo, Carlo Ferrante si ritrova in realtà con un passivo di alcuni miliardi in sede di bilancio. La banca gli ha rifiutato i finanziamenti e coloro che tra gli amici sospettano la bancarotta gli rifiutano prestiti. Quanto alla bella ed aristocratica moglie, Simona, non appare disposta a cedere nulla delle sue numerose proprietà per aiutare il consorte. Con ansia, Carlo contatta uno spregevole individuo che i miliardi glieli dà senza interessi, ma ad una condizione: l'uomo d'affari dovrà non solo riciclare denaro di origine mafiosa, ma uccidere il commercialista Benelli che da tempo ha collaborato con la Magistratura, facendo rivelazioni contro i mafiosi. Sia pure riluttante, Ferrante viene installato in un appartamento antistante la residenza di Benelli (con la moglie Irene e due figli in tenera età), dotato di cannocchiale e di spie microfoniche, in attesa del momento favorevole per sparare alla vittima designata. Vistolo uscire di casa con i figli, e non protetto dalla polizia Carlo uccide Benelli in mezzo alla folla, costantemente controllato, a sua insaputa, da un torvo scagnozzo. Carlo comincia a corteggiare la vedova e ad affezionarsi ai piccoli Benelli, per poi innamorarsi della donna e lasciare casa e famiglia. Per la verità Irene non lo ama e lo dice al tenacissimo innamorato, ma intanto polizia e Magistratura sono stati fortuitamente messi su di una pista fruttuosa, dato che le indagini per il delitto Benelli sono ancora aperte: una perdita d'acqua nell'alloggio già occupato dallo spione-criminale ha determinato un accesso e tutte le scoperte conseguenti (cannocchiale in primo luogo). Recatasi nella nuova abitazione che Carlo ha comprato per sè, con l'intenzione d'utilizzarlo per lei e i suoi figli, Irene smarrita e tradita atrocemente si rifiuta di continuare la relazione con un mentitore e assassino che ha osato professarle il proprio amore. Lo invita dunque a sparire per sempre e fugge da Carlo. Ma appena uscita, la donna sente echeggiare alcuni colpi di rivoltella: Ferrante è stato ucciso. La mafia non può tollerare killer imprudenti, scomodi e pericolosi testimoni di riciclaggi e delitti.

Note

REVISIONE MINISTERO GENNAIO 1993.

ARREDAMENTO: CARLO SERAFINI.

COSTUMI: PAOLO FAENZI.

UFFICIO STAMPA: RITA NOBILE.

DIRETTORE DI PRODUZIONE: ORNELLA BERNABEI.


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