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Perfect Stranger Recensione

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"Perfect Stranger" recensioni

Film
Perfect Stranger
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-04-06 15:00:20
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Una morte ambigua

Rowena è una giornalista investigativa che, sfumato lo scoop attorno all'omosessualità di un senatore, avvia una complicata indagine sul più celebre pubblicitario di New York, Harrison Hill, ritenendolo il responsabile della morte di Grace, una sua amica d'infanzia. Con il sostegno di Miles, esperto d'informatica, Rowena si fingerà una stagista all'interno dell'agenzia di Hill, e da qui comincerà ad investigare sulla sua ambigua vita privata: niente è però ciò che sembra, perché tutti sembrano nascondere un segreto…

Torbidi inganni e false piste

Basta dare un'occhiata alla locandina di questo Perfect Stranger per capire che il film punta tutto sulla fama dei due attori principali: i volti di Halle Barry e Bruce Willis emergono dall'ombra, in un trionfo di sguardi obliqui ed enigmatici che invitano gli spettatori a seguirli in questa più o meno intricata vicenda, a sbrogliare la matassa insieme a loro. La pellicola non può effettivamente contare su molto altro, se non su tale appeal, perché Perfect Stranger è il tipico prodotto hollywoodiano che gioca a mostrare e non mostrare, a sfiorare i temi 'scabrosi” della sessualità per poi subito battere in ritirata con le gote leggermente arrossate dall'imbarazzo. Sarà forse un lontano figlio del kitsch stile Rivelazioni? Sembrerebbe proprio così, con un piccolo aggiornamento sulle moderne tendenze della 'fornicazione” on-line, giusto per aggiungere un po' di carne al fuoco.

Accumulando false piste e personaggi ambigui (si arriva ad un momento in cui chiunque potrebbe essere colpevole, tranne chi lo è per davvero), il film adotta le soluzioni più elementari ed inverosimili anche per un prodotto di questo tipo (l'impossibile è ben accetto, ma non l'improbabile o l'illogico) e si trascina senza che nulla accada fino all'epilogo, quando l'incredibile verità viene svelata: ma non è vera sorpresa, né niente di originale, dato che qualcosa di simile accadeva anche in un film francese di pochi anni fa. E, curiosamente, ad Halle Barry è capitato di lavorare proprio con il regista di quel film; di che si tratta? Provate a indovinare: non dico nient'altro, non vorrei rovinarvi la 'sorpresa”.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Film
Perfect Stranger
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-04-25 04:00:49
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"E' uno di quei film che non si possono raccontare se non a costo di vanificare il senso della visione. Perché tutto corre verso lo svelamento di un inconfessabile segreto. Che arriva alla fine, bello grosso, dopo un percorso fatto apposta per distrarre dalla verità. Il contrario di quello che faceva Hitchcock. Sarebbe poco male, perché si tratta i un tipico prodotto di quella sovrabbondante zavorra americana che viene scaricata sul nostro mercato coloniale, ma la convenzione impone il riserbo e lo rispettiamo. Non senza aver chiesto scusa a Hitchcock per averlo tirato in ballo come pietra di paragone per un filmetto che non vale un minuto del suo cinema." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 13 aprile 2007) "In base alla disordinata configurazione del film si può ricavare una regola: l'unica consegna inderogabile del cinema di consumo deve essere quella di non annoiare. In libera uscita dall'empireo dell'alta filmologia, non c'è niente di male a comportarsi da normali consumatori di un onesto prodotto di routine. Se un racconto per immagini è intrigante, scorre via veloce e ti fa passare gradevolmente il paio d'ore, dovremmo accontentarci e non star lì a spaccare il capello in quattro. Ce ne accorgiamo quando un prodotto non funziona, come accade con 'Perfect Stranger'; un thrilling realizzato per divertire che ahimé non diverte affatto." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 13 aprile 2007) "Di 'Perfect stranger' verrebbe da dire che è ben lontano dall'essere 'perfetto', mentre vi tende con una buona approssimazione la sua attrice protagonista: Halle Berry. Si può evitare di parlare della bontà di un film per concentrarsi unicamente sulle doti della sua prima donna? Forse no, ma in questo caso sì. Perché 'Perfect Stragner', per la regia anonima di un mestierante di successo, ovvero il signor James Foley, è un thriller volutamente incasinato. E' tutto giocato sulla teoria delle scatole cinesi, riprendendo un classico modello di sceneggiatura di genere, che permette di cambiar sempre le carte in tavola, che promette di tener alta sempre la tensione, ma che lascia all'ennesimo capovolgimento di fronte, un senso di vuoto, e forse anche la testa vuota. (...) In questo thriller a tavolino, non spicca, invece, la prestazione di un altro 'guru' della Hollywood main strem: il signor Bruce Willis, qui eteromane e uomo di potere, è gigione come non mai." (Dario Zonta, 'L'Unità', 13 aprile 2007) "Man mano che il film procede la plausibilità della faccenda diminuisce a vista d'occhio fino alle estreme conseguenza di un finale che in nome della sorpresa sacrifica il senso comune. James Foley, regista altre volte abile, non riesce a tenere in mano una faccenda che gli scappa da tutte le parti: e gli interpreti vivono di rendita su un prestigio divistico che un altro paio di film come questo finiranno per logorare." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 13 aprile 2007) "La bellissima Halle Berry, giornalista da scoop che rovista nella cacca morale trovandosi benissimo, vuole scoprire chi ha le ha ucciso un' amica: vuole denunciare, assumendo la classica doppia identità, un potente pubblicitario che raggira segretarie. Naturalmente la verità è sepolta più lontano, quando la prendi di mira se ne vola via. Nella parte dell' hacker dal cuore deluso esperto d' informatica, è molto bravo Giovanni Ribisi, mentre Bruce Willis onora il contratto con il solito seduttore manager in un girotondo di corruzioni morali e materiali che il regista James Foley stigmatizza per finta. Thriller sexy, dunque, che fa leva sui peggiori istinti e le più morbose curiosità, esca per il pubblico che si aspetta la sorpresa sepolta. Il discorso sul mondo virtuale, attualissimo, resta ai margini, tenta di uscire ma la sceneggiatura glielo impedisce. La Berry chatta ripetendo ad alta voce. Mah." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 aprile 2007)

Copyright © Cinematografo 2007.



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