Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
"'One man show' per Al Pacino che, ispirandosi al pr Bobby Zarem, si trascina per una pellicola dolente e crepuscolare. La regia di Dan Algrant non è di prima qualità, ma i tempi dilatati e la lotta perdente del protagonista rendono 'People I Know' un bell'omaggio alla New Hollywood dei '70. Fuori tempo massimo, come il riscatto di Eli". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 ottobre 2002)
"Piacevole sorpresa d'inizio stagione, è la diagnosi di paura dell'uomo metropolitano qualunque che non aveva previsto mai quell'emozione, quel rischio della vita. (..) la parte migliore del film è il percorso della crisi di un uomo che credeva di essere ormai al sicuro fino alla fine dei suoi giorni. Un po' Polansky, un po' neonoir, segna anche il ritorno della Basinger in una parte di sostegno e incitamento dove la ex diva impiega la virtù della maturità. Prodotto da Robert Redford, è diretto da uno dei registi di 'Sex and the city'". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 4 ottobre 2002)
"Difficile da collocare in un genere preciso (il suo fascino consiste anche in questo), 'People I Know' è una struggente parabola metropolitana con sfumature di noir interpretata da un Al Pacino sempre più strapazzato, bravo ai limiti della gigioneria, così pieno di carisma da farsi perdonare il più assurdo taglio di capelli mai passato per la testa di una star". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 13 ottobre 2002)
Copyright © Cinematografo 2006.