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Parnassus - l'Uomo Che Voleva Ingannare Il Diavolo Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-10-18 16:44:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo. Ovvero Gilliam, l’uomo che volle ingannare la morte. La morte di Heath Ledger, alla sua ultima prova, terminata dal trio delle meraviglie Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell. “Heath è stato il co-regista, perché con la sua scomparsa la tentazione di chiudere tutto è stata forte” ma il progetto è stato infine realizzato, con il trio che ha devoluto i compensi alla figlia di Ledger, “un uomo che contagiava tutti con la sua energia”.
Tratto da un libro che Gilliam ama molto, Parnassus (in uscita il 23 ottobre con Moviemax) è un inno alla vita nonostante tutto e un accorato peana alle virtù salvifiche dell’immaginazione, in cui personaggio (Parnassus) e persona (Gilliam, e Ledger) si fondono per celebrare la fantasia, il lascito sulla retina di un altro mondo possibile – al netto del lato oscuro, che Tom Waits incarna alla perfezione, con mood dark e occhiate luciferine.
Fantasia che nel progresso tecnologico trova briglia sciolta, ma senza dimenticare il passato, anzi: “Non tutto è stato girato in blue screen, e per qualche scena ci siamo ispirati alla cronaca nera: l’inquadratura degli impiccati sul Tamigi si ispira al ritrovamento di Roberto Calvi”. Rimane un saluto: ciao, Heath…

Copyright © Cinematografo 2009.

Scheda Film
Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-10-23 11:00:24
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Una scommessa diabolica

Il Dottor Parnassus possiede il dono formidabile di riuscire a realizzare i sogni delle persone che assistono ai suoi spettacoli, offrendo al pubblico la possibilità di oltrepassare la realtà attraverso uno specchio magico. Tuttavia questa magia ha un prezzo perché legata ad un patto fatto con il Diavolo, il quale adesso vuole in cambio la sua controparte. Ma Parnassus, che conosce il perfido Lucifero come le sue tasche, è convinto di poterlo ingannare in modo da porre rimedio una volta per tutte agli errori compiuti in passato…

Trionfo dell'immaginazione

The Imaginarium of Doctor Parnassus, titolo originale del film, è il nome di uno spettacolo itinerante composto da una compagnia di artisti girovaghi che si sposta su di un fatiscente teatro trainato da cavalli e si esibisce in luoghi particolari, ritraenti sullo sfondo i simboli più famosi della città di Londra. Inizialmente, una serie di inquadrature notturne e ventose ci introducono in un'area dominata dal profilo familiare del Tower Bridge; poi veniamo catapultati al centro di una rissa tra ubriachi all'ombra imponente della Southwark Cathedral; e in seguito ci troviamo all'interno di una zona invasa dai mafiosi russi nei gloriosi confini vittoriani di Leadenhall Market. Anche il personaggio principale, Tony, interpretato da Heat Ledger, su cui è stato modellato e ripensato tutto il film dopo la sua morte prematura, compare per la prima volta in un luogo conosciuto, appeso a una corda e pericolosamente in bilico nell'atmosfera gelida del Blackfriars Bridge, sopra il fiume Tamigi. Tornato dietro la macchina da presa, Terry Gilliam omaggia dunque con le sue immagini la capitale britannica, soprattutto nella prima parte, e fa dialogare l'esterno della City con un mondo interiore magico e meraviglioso, creato dai momenti di trance del Dottor Parnassus e dalla fantasia degli spettatori, che per alcuni istanti possono vedere materializzati i loro desideri più nascosti, decidendo se sopravvivere a essi oppure lasciarsi risucchiare. Il tutto è possibile grazie all'attraversamento di una soglia, uno specchio magico donato a Parnassus centinaia di anni fa dallo scanzonato e divertente Mr. Nick, il Diavolo in carne e ossa (portato ottimamente in scena dal cantante Tom Waits), che in cambio di questo prodigioso potere e dell'immortalità ha preteso l'anima della preziosa figlia di Parnassus, Valentina. Il Dottore, vecchio di millenni, assistito dallo spregiudicato Tony, dal cinico e sarcastico Percy e dal giovane tuttofare Anton, tenta un'ultima scommessa con il Diavolo, proiettando l'intera compagnia in un viaggio immaginativo fatto di continue sorprese e svolte narrative.

Come sempre accade in un'opera di Terry Gilliam, da Brazil a 12 Monkeys, oltre al racconto coinvolgente e fascinativo di superficie non manca un sottotesto più profondo in grado di fornirci ulteriori chiavi di lettura. Il Dottor Parnassus, infatti, non è altro che il custode di un mondo di cui Gilliam è il Demiurgo assoluto: dunque è come se avessimo da una parte il regista o l'artista che crea la fantastica illusione (l'Imaginarium piuttosto che il Cinematografo) e dall'altra gli spettatori, non solo il pubblico delle esibizioni dal vivo ma anche quelli seduti in sala, che assistono affascinati e nello stesso tempo impotenti davanti alla fantasmagorica sfilza di immagini e al gigantesco caleidoscopio di luci e colori fluttuante sullo schermo; puntuale inoltre la riflessione sull'uomo, sulla facoltà di scegliere il proprio destino e quindi sul libero arbitrio. Questi spunti diventano evidenti quando la 'magia” si compie per la prima volta e un ragazzo ubriaco di nome Martin oltrepassa di forza la soglia misteriosa. Davanti a lui si presenta subito il classico bivio: la strada buona, quella in salita, o la strada cattiva, più facile e in discesa. Le conseguenze della scelta saranno comunque inevitabili e sempre col suddetto personaggio prende vita anche il principio del mutamento d'aspetto, cioè il cambio di identità che alcuni personaggi subiscono non appena passano dall'altra parte. Questo è stato l'espediente che ha consentito a Gilliam di salvare in qualche modo la straordinaria interpretazione del suo attore, sostituito niente di meno che da Johnny Depp, Jude Law, Colin Farrell (tutti amici di Heat che hanno dimostrato grande generosità nel devolvere i loro compensi alla figlia dell'attore). Così ogni volta che Ledger attraversa lo specchio non solo assume sembianze diverse ma viene anche interpretato da uomini con personalità e caratteristiche differenti, finché si arriva all'ultimo personaggio, quello interpretato da Colin Farrell, che rivela forse il vero volto di Tony. Il ruolo di Heat Ledger è quindi diventato alla fine più complesso di quello che in realtà doveva essere.

Gilliam, insomma, ha utilizzato una soluzione intelligente per rimediare all'assenza della sua star e inoltre il cambio d'identità si è dimostrato un elemento di rilievo a livello filmico, poiché, in tal modo, quando si entra nello specchio le cose possono essere diverse, migliori o peggiori, diventando straordinarie e incredibili. Sommando questi elementi al talento visionario del regista americano, il pubblico non può far altro che prepararsi a intraprendere questo viaggio sulle montagne russe dell'immaginazione.

Copyright © Spaziofilm.it 2009.

Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-10-23 13:00:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Parnassus - L’uomo che voleva ingannare il diavolo. Ovvero Gilliam, l’uomo che volle ingannare la morte. La morte di Heath Ledger, alla sua ultima prova, terminata dal trio delle meraviglie Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrell. “Heath è stato il co-regista, perché con la sua scomparsa la tentazione di chiudere tutto è stata forte” ma il progetto è stato infine realizzato, con il trio che ha devoluto i compensi alla figlia di Ledger, “un uomo che contagiava tutti con la sua energia”.
Tratto da un libro che Gilliam ama molto, Parnassus (in uscita il 23 ottobre con Moviemax) è un inno alla vita nonostante tutto e un accorato peana alle virtù salvifiche dell’immaginazione, in cui personaggio (Parnassus) e persona (Gilliam, e Ledger) si fondono per celebrare la fantasia, il lascito sulla retina di un altro mondo possibile - al netto del lato oscuro, che Tom Waits incarna alla perfezione, con mood dark e occhiate luciferine.
Fantasia che nel progresso tecnologico trova briglia sciolta, ma senza dimenticare il passato, anzi: “Non tutto è stato girato in blue screen, e per qualche scena ci siamo ispirati alla cronaca nera: l’inquadratura degli impiccati sul Tamigi si ispira al ritrovamento di Roberto Calvi”. Rimane un saluto: ciao, Heath…

Copyright © Cinematografo 2009.

Scheda Film
Parnassus - l'Uomo Che Voleva Ingannare Il Diavolo
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-10-24 04:14:13
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Nella prima scena, Heath Ledger dondola impiccato sotto un ponte di Londra (ma lo salvano). Nelle ultime sequenze, girate dopo la sua morte, sono tre colleghi a rimpiazzare lo sventurato attore: Johnny Depp, Jude Law, Colin Farrell. Con questo espediente, Terry Gilliam ha potuto terminare, malgrado la scomparsa prematura del protagonista, la lavorazione di 'The Imaginarium of Doctor Parnassus'. Film visivo per eccellenza secondo la tradizione del regista di 'Brazil' e 'Munchausen', farcito di sofisticati effetti speciali e tutto basato su scenografie e costumi sovraccarichi, 'The Imaginarium' e una favola che celebra l'immaginazione, l'ennesima incursione di Gilliam al confine tra realta e fantasia. O forse una personale rivisitazione del mito di Faust da parte del visionario cineasta inglese: si parla di un patto col diavolo per garantirsi l'eterna giovinezza e nel teatrino ambulante del Dottor Parnassus (Christopher Plummer), che attraversa la Londra contemporanea, basta attraversare uno specchio per ritrovarsi in un universo parallelo: popolato di meraviglie o di mostri, dipende dall'occasione..." (Gloria Satta, 'Il Messaggero', 23 maggio 2009) "E' festa per i partigiani dell'anima fantasiosa e fantastica discendente da Melies in competizione con quelle dei Lumiere. L'autore di 'Brazil', l'americano della compagnia inglese dei Monthy Phyton che festeggia i 40 anni, usa le risorse della tecnologia per disegnare il suo mondo di favola e tuttavia non e ad esse che affida lo zoccolo duro della sua creazione ma a una debordante forza dell'immaginazione." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 23 ottobre 2009) "L'immaginifico Terry Gilliam, ex Monty Python, autore di paurosi deliri a Las Vegas, eserciti scimmieschi, re leggendari, favolisti e baroni avventurosi, libera la sua allucinata vena extralarge: e un creatore di mondi, di inferni, di sogni per bimbi e consolazioni per signore. Cast straordinario di nani, ballerine e angeli innamorati. Gilliam scatena uno tsunami/Cabaret di malinconica magia, ma non riesce a creare magica malinconia. Tempi e parole in cortocircuito sovraccarico. Come Margherita di Cocciante, la Forte Immaginazione e vento, e non sa che può far male. E persino annoiare."(Alessio Guzzano, 'City', 23 ottobre 2009) "Solo il cinema e Gilliam potevano essere così poetici e la pellicola diventa anche per gli spettatori un tuffo tra realta e fantasia. Quando parliamo di Settima arte, sono queste le opere a cui pensare: quelle in cui si diverte chi guarda e chi lavora al film, quelle che fanno tornare tutti bambini, vivendo le stesse gioie e le stesse paure di chi e indifeso e ancora abbastanza puro. E questo e Gilliam, un finto cinico che sa stupire e stupirsi, a cui si perdona tutto perche per primo, lui, non perdona se stesso, mostrandoci il suo inconscio con un genio sensibile e spudorato. Difficile essere razionali parlando di lui, soprattutto se ci regala l'ultima grande performance di un attore che stava per diventare immensa. E che qui, sara una bestemmia, ci piace più che in "Batman". Forse anche perche ci piace ricordarlo così." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 23 ottobre 2009) "Fiera delle meraviglie, sogno-incubo, il primo comandamento del cinema di Terry Gilliam, un fratello Grimm sul set, il più verace sofferto visionario, con Tim Burton, del cinema di oggi. In questa versione del Faust col mago dei prodigi che baratta l'eterna giovinezza con la figlia, la parola non riesce a stare al passo con un eccesso di sconfinata fantasia. La malinconia della morte di Heath Ledger aleggia, ma tre affettuose controfigure (Farrell, Law e Johnny Depp) mimano l'eternita additando i veri immortali, i divi." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 23 ottobre 2009) "In genere, il gusto italiano, specialmente cinematografico, non e orientato verso le opere di fantasia, che appaiono anzi a volte irritanti e per bambini: ma in questo caso va diversamente, per la straordinaria bravura del regista, per i trionfi luminosi, colorati e molto allegri che rendono il film splendente. Il conflitto e sempre il medesimo: bene contro male, verita contro finzione, maschera contro volto." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 23 ottobre 2009) "Nulla da dire sulle fantasmagoriche visioni di Gilliam, (come le scale infinite che prima si perdono tra le nuvole e poi diventano giganteschi trampoli oppure il tango tra Belzebù e la fanciulla): un vero portento, ma a che prezzo per le mandibole, costrette a uno sbadiglio continuo." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 23 ottobre 2009) "La favola del regista dei Monty Python gioca sul doppio, il bene e il male complici, la citta moderna con le vetrine di moda e il pozzo profondo dell'immaginazione, al di la del sipario tutto e possibile, dietro la maschera non c'e mai la fine, la storia continua contro la narrazione piena di menzogne della realta, ed e la forza vitale dell'impossibile che fa girare il mondo." (Mariuccia Ciotta, 'Il manifesto', 23 ottobre 2009)

Copyright © Cinematografo 2009.



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