Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
"Il tutto in chiave di barocco latinoamericano, con momenti di grande intensità nell'infanzia fiabesca in Florida. Più ovvi il pathos e le carrellate nelle strade di New York, e inappropriato il brusco finale. Ma con tutte le sue imperfezioni, nell'insieme 'Paradiso perduto' si vede con innegabile piacere. Menzione speciale per la seduta di nudo cinematografico, la terza dell'anno dopo 'Titanic' e 'Qualcosa è cambiato' e la più emozionante. Merito di Gwyneth Paltrow." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 15 marzo 1998)
"Certo, adesso, nonostante l'epoca e le cornici mutate, sa un po' di melodramma, ma il regista, grazie a una fotografia splendida (di Emmanel Lubezki), ha immerso tutta la vicenda in luci quasi da favola, solo incanti e suggestioni, e molte pagine, soprattutto quelle degli amori adolescenziali tra i due protagonisti, è riuscito a evocarle con delicata intensità; sfiorando quasi il lirismo." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 5 marzo 1998)
"Il messicano Alfonso Cuaron, a cui si deve anche una molto acclamata versione del romanzo vittoriano per fanciulle 'A Little Princess', ha molta audacia e una grande fantasia visiva, e sia la cadente casa in Florida sia la New York incantata che accoglie Finn, fotografate con luci fiabesche da Emmanuel Lubezki, sono straordinarie. Funziona un po' meno con la direzione degli attori: la Bancroft, pur simpaticamente, esagera (anche nel trucco da vecchia), Ethan Hawke è sempre un po' spento, e Gwyneth Paltrow, che non giustifica tutto lo scalmanarsi per lei di Finn, era più intonata nel ruolo della petulante Emma di Jane Austen che come femme fatale allumeuse e stracciacuori.
I filologi probabilmente sussulteranno. Ma il film si vede con piacere, compresa l'apparizione quasi caricaturale di De Niro con tanto di barbone da vecchio: è così bravo che riesce anche sotto tutto quel pelo ad essere commovente." (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 3 marzo 1998)
Copyright © Cinematografo 2006.