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Palindromes Recensione

"Palindromes" recensioni

Scheda Film
Palindromes
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-03-19 04:12:06
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Dagli Stati Uniti una storia che, pur ambientata oggi, sembra quasi fuori dal tempo, 'Palindromi'. Ne e autore Todd Solondz, un regista indipendente che ha fatto parlare di se, specie i cinefili, con consensi caldi. Si ricordera soprattutto il suo 'Storytelling', premiato a Cannes. (...) Un gioco intellettuale, molto gioco e molto intellettuale, che ora nonostante simpatie per la pedofilia, può anche divertire (perche alcune pagine sono umoristiche fino al sarcasmo), ora incuriosisce (perche si cerca di capire dove si voglia andare a parare), ma che, alla fine, e non solo per i palindromi, ha quasi soltanto l'aria di un serpente che si mangia la coda. Pur, lungo il tragitto, con una sapidissima descrizione di modi e usi di una certa America di provincia, sorretta da belle immagini a colori vividi e commentata da musiche furbe, anzi furbissime." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 8 settembre 2004) "A raccontarlo 'Palindromes' di Todd Solondz, regista borderline di film geniali e maledetti come 'Happiness' e 'Storytelling', sembra una totale follia. A vederlo e anche peggio, dunque meglio. Un enigma, una beffa divisa in capitoletti, una farsa tragica o una tragedia da ridere che gira in cerchio (come vuole il titolo) alternando otto, dicasi 8 diversi interpreti nel ruolo di Aviva: due donne, quattro ragazze di 13-14 anni, una bambina di 6, perfino un ragazzino di 12. Non bastasse, due attrici sono nere, una bambina e un'adulta obesa. Forse perche il soggetto e la diversita. O meglio il cambiamento, l'ardente desiderio - e in definitiva la totale impossibilita - di cambiare. Non chiedeteci di esser chiari perche Solondz fa di tutto per restare ambiguo e ci riesce benissimo. (...) Solondz costruisce uno sguardo tutto suo in cui tristezza e comicita, orrore e pieta, derisione e compassione, si mescolano e si confondono in un blend disagevole quanto calzante. Generando uno di quei sentimenti indefinibili che cambiano la nostra percezione del mondo e costringono a inventare aggettivi (ma purtroppo solondziano suona male)." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 settembre 2004) "L'importante e che Solondz con solo 4 film all'attivo si presenti alla Mostra come l'Autore Americano più interessante emerso nell'ultimo decennio. Naturalmente non e così, ma a molti cultori del genere alternativo e vero che il mix di 'Happiness' (humour lunare più voyeurismo provocatorio più spudoratezza ormonale) abbia trasmesso il brivido, per la verita inflazionato, di una critica feroce alla societa yankee. Si dira lo stesso di 'Palindromes', la cui vertiginosa sgradevolezza inibisce qualsiasi malizia di ragionamento: la storia di una dodicenne alla disperata ricerca di maternita che s'imbatte, novella Alice, negli angoli più brutti, sporchi e cattivi degli States non solo e sgangherata, ripetitiva, noiosa, ma raccatta tutte le frattaglie possibili di un ben più incisivo cinema della crudelta. Basti pensare a 'Freaks' di Tod Browning, a 'True Stories' di David Byrne o a 'Beetlejuice' di Tim Burton, per rispedire al mittente i quadretti di situazioni al limite e le derisorie didascalie di un regista incatenato al proprio stile a singhiozzo. L'espediente clou e quello di far interpretare lo stesso personaggio da più attrici, in realta bambine debuttanti, che dovrebbero suscitare pena e ilarita in parti uguali, ma si limitano a mimare con aria catatonica le circonvoluzioni mentali dell'imperturbabile marionettista. Ovviamente farebbe comodo parlare di scandalo, mentre 'Palindromes' e solo capace di pasticciare con i concetti di desolazione e handicap, pessimismo e paranoia pagando il prezzo più alto che può toccare in sorte a un guastatore con la macchina da presa, il compiacimento." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 8 settembre 2004) "Certo, saranno in molti a restare malissimo davanti a un film così spietatamente divertente, in cui ogni dramma non diventa neppure melodramma ma solo farsa. Eppure quella multiforme bambina così insignificante spazza via i tanti film sulle ragazzine corrotte e alla moda per restituire il silenzioso, goffo sperimento dell'adolescenza intrappolata nel perbenismo e nella cecita della famiglia, nei propri sogni infantili di maternita, nelle imposizioni consumiste del sesso precoce e nel bisogno d'amore respinto persino da un pedofilo." (Natalia Aspesi, 'la Repubblica', 8 settembre 2004) "Sull'impossibilita di cambiare il proprio destino, 'Palindromi' e intriso di humor disperato, fa ridere di crepacuore. Solondz applica un 'trucco esibizionista', lo dice lui, un 'esercizio fin troppo intellettuale' per spaesare il pubblico che simpatizzava per lo psichiatra pedofilo di 'Happiness'. Se il mostro e un tipo normale, inquieto, smarrito, la gente tende a identificarsi con lui, allora per impedire il transfert, Solondz da alla protagonista, Aviva, l'aspetto di cinque diverse attrici. (?) Un groviglio malsano che Todd Solondz restituisce grondante di ordinaria banalita, mainstream di provincia, incontri occasionali di mostri, pic nic nel giardino, consigli materni più orrendi dei delitti temuti..." (Mariuccia Ciotta, 'Il Manifesto', 8 settembre 2004)

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