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"Sfarzosa e vuota commedia americana, che splende per le magnifiche ambientazioni e gli sfavillanti costumi rinascimentali (della pluriOscar Gabriella Pescucci), ma s'impantana nel melodramma appena sfiora, e succede spesso, le corde dei sentimenti. La graziosa Catherine McCormack,a differenza di Jacqueline Bisset, non ha il cosidetto fisico del ruolo". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 20 maggio 2003)
"Senza dubbio curioso, istruttivo e divertente 'Padrona del suo destino' è la storia vera della cortigiana e poetessa Veronica Franco, amica di dogi, vescovi, artisti, addì nella Venezia del 1583 vestita con rasi e velluti da Pescucci, e vista con libertino rispetto dal funzionale produttore regista americano di origine televisiva Marshall Herskovitz, che obbedisce alle regole del melodramma e agli intrighi del potere". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 13 marzo 1999)
"Sulla stessa linea la regia di Marshall Herkovitz che, pur sorretto dalle belle immagini ocra e marroni di Bojan Bazelli e dagli opulenti costumi della nostra Gabriella Pescucci, non si è mai distolta dal clima feuilleton suggerito dalla sceneggiatrice. Riscattato un po' dall'interpretazione, nel panni della protagonista, di Catherine McCormack, fulva come era fulva Veronica nel ritratto che ci ha lasciato di lei il Tintoretto." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 14 marzo 1999)
"Padrona del suo destino di Marshall Herskovitz è un onesto melodramma in costume: nel senso che la cosa migliore che ha da offrire sono i costumi di Gabriella Pescucci, cui aggiunge la giusta dose di emozioni melodrammatiche, una storia d'amore per tutta la vita, ricche ambientazioni, spalmando sul tutto una ragionevole dose di femminismo ante-litteram. La prima parte contiene qualche sequenza originale con tenzoni di poesia e colpi di fioretto, verbali e letterali. Andando avanti, prevalgono le ragioni del mélo: magari inevitabili, essendoci di mezzo gli stessi produttori di 'Vento di passioni'. Promossa a 'title rôle' dopo film come 'Braveheart' e 'Ballando a Lughnasa', la McCormack è molto bellina, però non ha tutta la seduttività e la carica erotica richieste dal soggetto. Difficile non pensare alla Veronica che sarebbe stata ieri Jacqueline Bisset, ancora splendida nella parte della navigata mamma Franco." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 marzo 1999)
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