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"Le parole di Gerry aiuteranno naturalmente Holly a ricordare i momenti felici vissuti insieme, riassunti in flash back strategicamente pensati per riportare sullo schermo di tanto in tanto il povero Butler. Per la gioia del pubblico femminile, naturalmente. Noto più come sceneggiatore de 'La leggenda del re pescatore', 'I ponti di Madison County' e 'L'uomo che sussurrava ai cavalli' che come regista di 'Kiss' e 'Freedom Writers' (mai uscito in Italia e interpretato sempre da Hilary Swank), Richard LaGravenese firma una zuccherosa e prolissa commedia romantica post mortem sulla scia di 'Ghost' e 'The Notebook' a partire dal best seller della ventunenne scrittrice irlandese Cecelia Ahern (figlia del primo ministro Bertie Ahern). Ma qui l'alchimia tra la Swank, che sfoggia biancheria, abiti e scarpe da capogiro, e Butler, ansioso di mostrare il suo lato più tenero dopo il sangue sparso in 300 nei panni di re Leonida, non raggiunge grandi risultati. (fan di Grey's Anatomy riconosceranno poi in William (Jeffrey Dean Morgan) lo sfortunato Denny della celebre serie tv. P.S. La migliore di tutti, non c'è alcun dubbio, è la supercinica Lisa Kudrow, disperatamente a caccia di un uomo da sposare, non prima di averlo sottoposto però a un infallibile quiz e a una spietata 'prova bacio'." (Alessandra De Luca, 'Ciak', febbraio 2008) "Hilary, per gustare il lato femminile del dolore, ricorre alla old Hollywood, si identifica con Bette Davis (Perdutamente tua) e la Garland (E' nata una stella). In questa lower east side story c' è un ritmo romantico da teen ager, ma anche un dialogo spesso indovinato. Diviso alla Rohmer in quattro stagioni, più una in offerta, sfodera pure una morale in saldo, non nuovissima: «Siamo tutti soli, ed è questo che unisce»." (Maurizio Porro, 'Il Corrire della Sera', 1 febbraio 2008) "Un'idea che dovrebbe emozionare e che invece riesce solo a mettere i brividi per l'inquietante meticolosità con cui il trapassato vuole condurre per mano la moglie verso un radioso (per lui) futuro. Alla fine di ogni epistola c'è scritto: «P.S. I Love You». Ce la farà Holly a trovare un nuovo amore accompagnata passo passo dall'ingombrante marito defunto? (...) P.s.: uno dei tanti disastri, tra un Oscar e l'altro, dell'incostante Swank." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 1 febbraio 2008)
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