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"...un duello amoroso che non esclude tiri proibiti. Fra baci, spari e manette, lo spettatore si diverte. Anche perche, oltre all'appassionata attrazione, ci sono molte cose: colpi grossi meditati nell'ora d'aria, combattimenti immortali e tripli tradimenti. In cabina di regia Steven Soderbergh (quello di 'Sesso, bugie e videotape') si comporta come un detective alla Marlowe: fa il pieno di benzina, controlla che la pistola sia nel cruscotto, accende il motore e parte". (Claudio Barabba, 'Sette', 12 novembre 1998) "Indubbiamente il regista Steven Soderbergh (forse laureato troppo in fretta con la Palma d'oro di Cannes per 'Sesso, bugie & videotape') sa trarre effetti suggestivi coniugando il sole di Miami alla neve di Detroit, schizzando con gusto i personaggi di contorno (soprattutto il nero Ving Rhames) ed evidenziando le bizzarrie dell'intreccio. Però gli manca il dono della finalizzazione, incerto come rimane fra la commedia e il "noir". Non resta che godersi il duetto fra Clooney, impudente e geniale rapinatore di banche che finisce sempre in galera, e la bella sceriffa Jennifer Lopez (anche lei, e con qualche merito "starlet" in ascesa). Le situazioni divertenti ci sono; e c'e fra i due quella che chiamano la 'chemistry', la combinazione chimica che fa di due attori una perfetta coppia". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 14 novembre 1998) "Eppure, in 'Out of sight' qualcosa non va: quando non c'e il divo Clooney a illuminare la scena, il thriller scade di interesse e ne fa fede il mediocre botteghino americano di 63 milioni di dollari. Temiamo che a non funzionare sia la regia di Steven Soderbergh, il sopravvalutato autore di 'Sesso, bugie & videotape' premiato a Cannes nell'89. Perche assumere un atteggiamento tanto intellettualistico davanti ad una materia che dovrebbe essere maneggiata con fluidita e divertimento?". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 15 novembre 1998)
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