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Ortone e Il Mondo Dei Chi Recensione

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Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-04-17 16:23:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Concepita dai creatori de L'era glaciale (Bob Gordon e Chris Meledandri della Blue Sky) e affidata alle mani di Jimmy Hayward, proveniente dagli studi Pixar, Ortone e il regno dei Chi traspone l'opera del romanziere e cartoonist Dr. Seuss, in America da tempo nell'immaginario collettivo, con l’ausilio di un’animazione stupefacente (splendido il lavoro di antropomorfizzazione, come sul singolo pelo di ogni animale). Una favola di amore e tolleranza universale: Ortone, elefante scelto dal destino per salvare il regno dei Chi (un mondo nascosto in un granello di sabbia posatosi su un fiore), viene osteggiato nella sua missione dagli animali che lo circondano, incapaci di percepire la vita oltre la loro vista. Le dimensioni dunque contano, ma sono anche terribilmente relative; lo "stato brado" di una giungla primordiale ed eterogenea nella composizione della sua fauna è immensamente più grande del microcosmo di una società organizzata, quella composta dai Chi, non a caso primati umanizzati. Rispetto alle analoghe operazioni Pixar, componente favolistica e target sono dichiaratamente a favore dei più piccini; forse per questo alcuni punti non sono a fuoco come dovrebbero. A personaggi e gag simpatiche, quando non irresistibili, fa da contraltare una vicenda piuttosto preordinata, senza vere sorprese sul fronte dinamico o psicologico. Il doppiaggio romanesco di De Sica (coordinato da Fiamma Izzo) non alza di molto il livello: ma il divertimento, nonostante tutto, resta garantito.

Copyright © Cinematografo 2008.

Film
Ortone e Il Mondo Dei Chi
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-04-19 04:03:03
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Esaltando fantasia e purezza di cuore come indispensabili tramiti per la verità,, la favola suggerisce che non sempre la direzione di tutti è quella giusta, che il piccolo conta quanto il grande e che qui Chi potremmo anche essere noi, minuscola porzione dell'immenso universo. Tuttavia, messaggi a parte, il bello di Ortone è la qualità dello spettacolo diretto da Jimmy Hayward & Steve Martino; ritmo, umorismo, indovinati personaggi di contorno, begli sfondi, colore, raffinatissima graphic in 3 D; e doppiaggio ottimo di Christian De Sica e Veronica Pivetti." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 18 aprile 2008) "Non sappiamo fino a che punto un bambino piccolo sia in grado di comprendere la messa a confronto tra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo; bisogna però riconoscere il coraggio di un cartoon che si propone di tradurre idee astratte in immagini; e va aggiunto che l'ideologia - imperniata sull'indipendenza di giudizio, la difesa dei più deboli, la forza delle convinzioni - è delle più condivisibili. Ottimo il lavoro del team creativo dell'Era glaciale'. Affidate nella v.o. a Jim Carrey e Steve Carrell, in italiano le voci di Ottone e del Sinda-Chi sono di Christian De Sica e Paolo Conticini."(Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 18 aprile 2008) "Il resto lo fanno gag a orologeria, dialoghi spesso esilaranti e un 'messaggio' leggero ma pungente. Il conformismo è in agguato ovunque. E a tutte le età." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 18 aprile 2008)

Copyright © Cinematografo 2008.

Film
Ortone e il mondo dei Chi
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-04-21 08:02:50
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

L'animale più grande e le persone più minuscole

Ortone, elefante altruista e di buon cuore, lotta contro lo scetticismo e il pregiudizio dei suoi vicini della foresta per difendere i Chi, un minuscolo e fragilissimo popolo che abita su un granello di polvere...

Ogni persona è importante, per quanto piccola sia

Questo, in buona sostanza, è il tema centrale di Ortone e il mondo dei Chi. Una frase che viene ripetuta spesso e che rappresenta l'esplicito insegnamento che il film vuole trasmettere al pubblico dei più piccini, cui la pellicola sembra strizzare l'occhio ben più di quanto non abbiano fatto altri cartoon del recente passato.

La storia di Ortone è estremamente lineare e comprensibile: come nelle fiabe, l'ambientazione non viene 'giustificata”, non c'è alcuna patina di scientificità, non si vuole creare verosimiglianza, quanto piuttosto dare vita a significati ed emozioni. Ciò che interessa, allora, è l'amicizia tra Ortone e il Sindachì, il buffo sindaco della città di Chi-Non-So: questo rapporto così anomalo (i due non riescono neppure a vedersi e comunicano attraverso un tubo) permette di costruire un interessante gioco di specchi tra la vita di Ortone e quella dei minuscoli Chi. I due mondi della storia, malgrado la differenza di dimensioni, sono teatro di problematiche comuni; si tratta di realtà apparentemente stabili e armoniche, che però faticano ad accettare qualunque tipo di cambiamento, contro cui reagiscono con paura e pregiudizio. Ortone e il Sindachì, uno enorme e l'altro microbico, uno paffuto e l'altro esile come un capello, fronteggiano un destino molto simile quando vedono intorno a loro lo scetticismo – se non l'aperta ostilità – di chi teme tutto ciò che non conosce. Entrambi i mondi sono retti da una sorta di aristocrazia anziana e reazionaria che rifugge le novità e la rottura delle tradizioni, cercando di zittire ogni voce fuori dal coro. Una dinamica quasi dittatoriale, capace di giungere fino alle soglie della violenza (pur in una rappresentazione buffa e fanciullesca).

Ortone e il mondo dei Chi, nella sua leggiadra semplicità, può dunque essere letto sotto molteplici punti di vista, perfino politico-sociali, se intendiamo la storia dell'elefante e del Sindachì come il tentativo di due culture lontanissime di stabilire punti di contatto per vivere in armonia reciproca, pur nel rispetto delle proprie specificità. Ne emerge un esplicito messaggio di fratellanza universale, verso un mondo in cui ognuno, a prescindere dalle dimensioni e dall'importanza, possa trovare il proprio posto e far sentire la propria voce.

Queste riflessioni – anche troppo esplicite per il pubblico più smaliziato, ma ottimamente sviluppate per i bambini – si innestano su una messa in scena molto classica, fatta di personaggi colorati e buffissimi. Lo stile comico è il miglior rivelatore dei destinatari del film: niente complicate citazioni cinematografiche o sottili battute di dialogo, meglio sonori capitomboli e recitazione esagerata. Si prende spunto della reale fauna della giungla per creare scimmie blu, canguri viola, ippopotami pelosi e altre creature non meglio identificabili. Un vero plauso va fatto al design del mondo dei Chi, illustrato come un'accozzaglia di architetture meravigliosamente prive di senso e sfidanti ogni legge della fisica.

Non siamo di fronte a una rivoluzione; malgrado il successo internazionale, infatti, difficilmente il film verrà ricordato come una pietra miliare dell'animazione, anche a causa di qualche scivolone qua e là (come il momento musicale alla fine, stranamente posticcio). Tuttavia, Ortone e il mondo dei Chi resta sicuramente uno spettacolo fresco, godibile ed educativo, ideale per tutta la famiglia.

Una postilla sul doppiaggio: infondate le paure sull'ingaggio di Christian De Sica, che intelligentemente non concede troppo spazio alla sua verve romanesca, ideale nei cine-panettoni ma fuori luogo in un prodotto come questo.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.


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