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Operazione Valchiria Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-01-29 15:15:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Giudizio: OOOOO   E' vero che Bryan Singer aveva diretto, con merito, I soliti sospetti, ma ritrovarne degli altri, ancor meno insoliti, nella Germania hitleriana è davvero troppo. Come creare suspence, se non mera attenzione, su un evento storico noto ai più? Siamo nel '44, il Reich millenario ha data di scadenza mensile, il colonnello Claus von Stauffenberg decide di passare all'azione, prima che sia troppo tardi per le sorti dell'amata patria e dell'Europa tutta: Hitler ha da morire.
Il teatro è la Tana del Lupo, l'operazione - ideata da Hitler e riutilizzata contro di lui - Valchiria, l'esecutore, con l'esplosivo nella 24ore (come il mago della suspense Alfred Hitchcock avrebbe voluto...), von Stauffenberg: sarà l'ultimo di una serie di falliti attentati al Führer, che un anno più tardi si suiciderà nel bunker di Berlino. Fin qui tutto noto, eccetto a Singer e gli sceneggiatori Christopher McQuarrie - al lavoro su altri tre progetti con Cruise (sic) - e Nathan Alexander che costruiscono il film come se la sorpresa fosse dietro l'angolo.
Così non è, ovviamente, ma anziché concentrarsi sulla psicologia di questi "salvatori della patria", ovvero il retroterra sociale del colpo di mano, e cercare l'ineludibile ricostruzione filologica (così l'agiografia di Stauffenberg è dietro l'angolo...), si punta al thriller: inerte come l’occhio di vetro di Cruise.

Copyright © Cinematografo 2009.

Scheda Film
Operazione Valchiria
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-01-30 11:00:50
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

In nome della sacra Germania

Il colonnello Claus von Stauffenberg è orgoglioso di servire il suo paese, la Germania, ma dalla sua prospettiva privilegiata di ufficiale dell'esercito si è reso conto della realtà dei fatti: Hitler, il Führer dei tedeschi, non tiene in alcuna considerazione il bene del popolo, ed è preoccupato soltanto di perseguire i suoi folli piani.

Gravemente ferito in Nord Africa, siamo nel 1942, von Stauffenberg torna in patria e a Berlino entra in contatto con una ristretta cerchia di alti ufficiali e uomini politici che, ormai da tempo, cospira per rovesciare il dittatore: la nuova strategia, proposta dallo stesso Stauffenberg, mira a prendere il potere manipolando l'Operazione Valchiria, ovvero il piano d'emergenza che scatterebbe in caso di morte di Hitler…

Il senso dell'inevitabile

Al bando ogni pregiudizio di fronte a Valkyrie, film ripetutamente posticipato (la data di uscita ha subito svariate modifiche), ma soprattutto criticato e condannato già all'avvio delle riprese: i recensori tedeschi, irritati da questa concessione della loro Storia a uso e consumo di Hollywood, si erano autoproclamati giudice e giuria, e avevano emesso la loro sentenza a priori. Ma il nuovo lavoro di Bryan Singer, reduce da una altalenante parentesi 'supereroistica”, si rivela un prodotto riuscito e solidissimo, figlio di quella tradizione hollywoodiana che sa rileggere gli eventi storici per proporli, attraverso un abile intervento di confezione, a un pubblico il più vasto possibile, rendendo noti avvenimenti che molti ignorano o dei quali si ha una conoscenza approssimativa; e il complotto del colonnello von Stauffenberg, pur appartenendo – in Germania – alla memoria collettiva, è di certo fra questi.

Evitando facili spettacolarizzazioni o drammatizzazioni, ma attento alla fedeltà di una ricostruzione storica che, però, epura i personaggi dei loro aspetti più reazionari, Singer rende giustizia alla nobiltà degli intenti con un approccio sobrio e rigoroso: si sofferma sui dettagli di una stanza, di uno sguardo o di un gesto (le difficoltà di von Stauffenberg nel compiere le azioni teoricamente più semplici, dopo le mutilazioni causate dalla guerra), e carica i silenzi di tensione, di attesa, del senso di una catastrofe inevitabile che non tarderà ad arrivare. Perché in fondo sappiamo già come andrà a finire, non c'è speranza. E questa consapevolezza ammanta l'atmosfera di una profonda tragicità, rappresentando il protagonista e gli altri cospiratori alla stregua di eroi tragici in lotta contro le forze dell'ineluttabile. Senza ricorrere al patetismo, né a espedienti ricattatori di alcun genere.

Ottimo cast, per lo più british, e dignitosa prova del tanto bistrattato Tom Cruise: non un campione di espressività, ma la sua interpretazione dolente e compassata è affine ai toni del film.

Sicuramente consigliato.

Copyright © Spaziofilm.it 2009.

Scheda Film
Operazione Valchiria
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-09-17 04:16:12
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Fa piacere che un regista importante faccia un film dalla grandi potenzialita di diffusione su un pezzo di storia tanto importante. (...) Tuttavia c'e da eccepire. Su Tom Cruise che eroicizza il personaggio in piatta chiave vetero hollywoodiana. Su un'andatura che accumula azioni in modo bolso senza fornire chiavi di lettura alle sfumature qua e la accennate: il profilo di un tentativo di colpo di stato concepito da un'elite scontenta di un regime al quale aveva aderito, sulle cui intenzioni di riscattare l'onore tedesco in prospettiva liberale e democratica, c'e tantissimo da dubitare." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 30 gennaio 2009) "Da accreditare al controllo rigoroso del regista Bryan Singer la perfetta ricostruzione ambientale, gli impeccabili costumi, la suggestiva fotografia; ma soprattutto il coraggio di non concedere niente al romanzesco. Perfino al tenero rapporto di Claus con la moglie si accenna soltanto e con insolita sobrieta. Chi al cinema cerca solo lo spettacolo ne esce magari annoiato, ma chi sa approfittare dell'occasione impara cose importanti. Assume evidenza un contesto dal quale, giocando il caso la sua parte imprevedibile, si desume il disordine, l'incertezza e il generale intontimento di un'epoca. Il miserabile e sanguinoso balletto che segue la falsa notizia della morte di Hitler, diffusa e poi smentita, e qualcosa che non si era mai percepita con tanta chiarezza. E anche se il film non lo dice, il grido finale di Stauffenberg ('Lunga vita alla santa Germania!') nacque proprio a Minusio fra i catecumeni di Stefan George." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 30 gennaio 2009) "Il regista Bryan Singer e il protagonista Tom Cruise sono riusciti a trasformare questo episodio in un'epopea del fallimento ritmata e veloce come un thriller, in un bel film avvincente. Naturalmente tutto e assai semplificato, ridotto. Chi vuole saperne di più può leggere 'Testimone nel fuoco' di Peter Steinbach."(Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 30 gennaio 2009) "'Operazione Valchiria' si divide fra un lungo prologo e un lunghissimo giorno: il 20 luglio, quando crolla il sogno di Claus Von Stauffenberg. (...) Non potendo trovare altra grandezza che quella del ribelle in Stauffenberg/Cruise, Singer lo fa consolare dall'atto d'amore in extremis del tenente von Haften (Jamie Parker). Un modo elegante per dire il suo sentimento, men segreto che la Germania vagheggiata dal circolo di Stefan George, cui Stauffenberg appartenne in gioventù. Forse col dvd uscira anche la versione che il regista aveva pensato. Con quella che appare al cinema, solo un cinquantenne colto capisce tutto. Allora perche e stato fatto 'Operazione Valchiria'? Perche la Germania demo-cristiana e semi-riunita (attende ancora le province orientali fino a Konigsberg) vuol ricordare che non tutti i tedeschi furono nazisti. E pazienza se i refrattari erano soprattutto aristocratici." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 30 gennaio 2009) "Imparando la lezione dall'inguardabile 'Leoni per agnelli', diretto (si fa per dire) da Robert Redford, nel film della riscossa Tom Cruise sceglie un regista che in 'Apt Pupil' aveva gia gettato un occhio obliquo sul nazismo. Tratto da un racconto di Stephen King, raccontava l'amicizia tra un ragazzino e un ex nazista. Il tredicenne bussa alla porta del vecchio vicino, in cui ha riconosciuto un criminale sfuggito alla cattura. Ma non vuole denunciarlo: vuole ascoltare dalla voce del carnefice i racconti delle torture, con tutti dettagli macabri che i libri di scuola non raccontano." (Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio', 30 gennaio 2009) "Si tratta di una pellicola sulla quale si e gia detto molto ancora prima che uscisse a causa dei non pochi problemi avuti durante la lavorazione e delle polemiche suscitate in Germania dalla scelta dell'attore Tom Cruise chiamato a interpretare il personaggio chiave della storia, il colonnello Claus von Stauffenberg. Ai tedeschi, e agli stessi familiari di Stauffenberg, non e piaciuto che il ruolo dell'eroe che tentò di abbattere la dittatura e restituire la liberta ai suoi connazionali fosse affidato a uno dei membri più in vista di Scientology, considerata una setta pericolosa, accusata di abusi e vessazioni psicologiche. Ciò detto, Operazione Valchiria, diretto da Bryan Singer, e nel complesso un buon film, alla cui riuscita contribuisce in primo luogo un cast di tutto rilievo, a cominciare da Cruise che, dopo alcune recenti pellicole alquanto deludenti, si riscatta dando vita a un personaggio tutto sommato credibile. (...) Benche non si tratti di un documentario, il film e sostanzialmente fedele ai fatti. La ricostruzione e molto vicina a quella che fu la realta. Soprattutto i concitati eventi che seguirono lo scoppio della bomba nella "Tana del lupo", il blindato quartier generale del Fuhrer a Rastenburg, forniscono un'efficace descrizione dei contrattempi, degli errori, dei ripensamenti dell'ultimo minuto e delle indecisioni di quanti avrebbero dovuto agire tempestivamente secondo le direttive della vigilia che portarono al fallimento del tentativo di abbattere il nazismo; tentativo che, come sostiene lo storico Joachim Fest in 'Obiettivo Hitler' (Garzanti, 1996), sarebbe potuto riuscire nonostante Hitler non fosse morto se solo non si fosse perso del tempo prezioso dal momento dell'attentato alla diramazione dell'ordine che diede il via all'"Operazione Valchiria". In tal senso il film riesce davvero a rendere bene un aspetto rilevante della vicenda, ovvero l'attentato non e che meta della storia. Infatti l'eliminazione dell'uomo che incarnava il male non sarebbe stata sufficiente agli scopi della resistenza: porre fine alla terrificante guerra, instaurare un nuovo governo e trattare un armistizio con gli Alleati, peraltro colpevolmente sordi ai segnali di dissenso e alle richieste di aiuto provenienti dalla resistenza. E del resto la più avvincente e proprio la seconda parte della storia, quella meno conosciuta, nella quale i congiurati devono applicare le disposizioni contenute nel piano di emergenza nazionale che lo stesso Hitler aveva ideato per proteggere il Reich da tentativi di insurrezione. Piano che proprio Stauffenberg, grazie a una promozione pilotata che lo portò a un incarico rilevante nello Stato Maggiore del Fuhrer, riuscì a modificare per renderlo più efficace ai fini del putsch, ottenendo persino il benestare dell'ignaro Cancelliere, che vedeva in lui un eroe di guerra. Due, probabilmente, sono gli aspetti sui quali si possono muovere delle riserve. Il primo riguarda la figura di Stauffenberg, presentata come centrale nel complotto fin dal suo "arruolamento" nella resistenza. In realta il suo coinvolgimento fu graduale, anche se poi divenne effettivamente l'anima della rivolta. (...) Il secondo aspetto riguarda la scelta del regista e degli sceneggiatori di avvolgere con un alone di eroismo idealistico tutti i congiurati, votati al sacrificio pur di salvare la patria dal nazismo e dalla catastrofe ormai imminente. (...) Ciononostante, nel complesso, il film riesce a restituire il clima di tensione in cui i congiurati si mossero. Il ritmo e piuttosto serrato, grazie a un montaggio che nelle due ore di proiezione non fa mai scendere il livello di attenzione nello spettatore, che pure sa come andra a finire." (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 30 gennaio 2009)

Copyright © Cinematografo 2009.



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