Un giovane polinesiano, Tanài, lascia la sassosa isola nativa a bordo di una fragile canoa, per compiere un antichissimo rito: procurarsi un po' di terra su cui far nascere l'albero del pane. Soccorso dalla sua profonda conoscenza del mare, frutto degli insegnamenti che da millenni ogni padre polinesiano trasmette ai figli, egli percorre in lungo e in largo l'oceano. Approda all'isola di Pasqua, dove contempla gli idoli di pietra scolpiti dai suoi antenati. Viene trovato, dopo un naufragio, da una tribù Papoa, che lo tiene prigioniero nell'attesa di immolarlo per placare la divinità del luogo. Fuggito con l'aiuto di una ragazza, raggiunge un isolotto sui cui vive - come un eremita - un anziano europeo. Costui riesce a chiamare altri polinesiani, i quali costruiscono per il giovane una nuova canoa. Il giovane riprende il viaggio, ma naufraga sulle coste dell'Alaska. Viene ritrovato semiassiderato e ferito da alcuni scienziati americani: Dopo un mese di cure, guarito, Tanài affronta nuovamente l'oceano, finché approda alla sua isola. Ma questa è ormai soltanto un deserto: messi in salvo gli abitanti in luoghi "moderni", su essa è stata fatta esplodere una bomba atomica.
Note
DAVID DI DONATELLO 1972 PREMIO SPECIALE A FOLCO QUILICI.