"Accattivante e intenso nei momenti in cui vuol sembrare un duro, Nuti si direbbe davvero un Pinocchio impersonato da Humphrey Bogart, se la sua programmata impassibilità non si sciogliesse in sguardi e sorrisi di irresistibile tenerezza. Graziosa e ardita, la sua compagna Chiara Caselli è all'altezza del compito, tanto che se fosse americana la vedremmo bene in corsa per l'Oscar. E fra gli altri cammei disseminati in questo film pletorico ma non antipatico, permettetemi di inviare un bacio a Pina Cei, classe 1904: 90 anni portati con la pungente bellezza, il sommesso brio e l'implacabile tempismo che hanno sempre contraddistinto questa meravigliosa caratterista." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 24 Dicembre 1994)
"Naturalmente i modi di rappresentazione sono corretti - Nuti ama giocare con le luci, dosare i ritmi, prefabbricare con attenzione colpi di scena e sorprese -ma in definitiva la favola, che non è più tale, non tarda a risolversi in un'avventura già vista e narrativamente scontata, non priva, grazie al mutamento di sesso di Lucignolo, di pagine mezzo erotiche e che almeno lo spettatore senza pretese, cui piacciono le gesta con affanni e con cattivi truci alla caccia dell'innocente, può accogliere, anche con un po' d'interesse. Il resto lo si dimentica e il critico che, in ossequio al diktat, è andato a sorbirselo in sala, volta pagina, rimpiangendo il Nuti anni Ottanta, pur riconoscendogli anche oggi, come attore, delle virtù spesso inimitabili: quella sua perenne adolescenza intristita, ad esempio, quella sua malinconia illuminata, quel tentativo, anche nelle pagine più votate all'azione, di comporsi, dall'interno, una maschera quasi surreale... Attorno, però, purtroppo, c'è il vuoto, e senza rimedio. Una citazione per Chiara Caselli nelle vesti (spesso scarse) di Lucy Light: seduce, non solo Pinocchio ma noi, con un fascino non soltanto esteriore." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 30 Dicembre 1994)
"Dati i costi, è facile elogiare i contributi tecnici come la fotografia di Calvesi, le invenzioni scenografiche di Ricceri, il brio di alcune scene d'azione, la bravura degli 'stunt-man' nei catastrofici inseguimenti in auto. Ma c'è qualcuno che merita il 110 e lode: Chiara Caselli. Il suo personaggio dà l'acqua della vita a un film squinternato che, forse, gioverà soltanto a lei e alla sua carriera." (Morando Morandini, "Il Giorno", 29 Dicembre 1994)
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