Leon Bernstein, in arte "Bernzi", campione del fotografi "free lance"di un'America alle prese con i problemi della recessione degli anni '40, fotografa di tutto, ma soprattutto morti ammazzati e gangster. Conosce tutti i poliziotti e tutti i delinquenti, e mantiene prudentemente un atteggiamento neutro dal punto di vista etico: lui fotografa soltanto, e tenta invano di vendere un album di istantanee ad un editore che glielo pubblichi. Incontra ad un party una fascinosa vedova, Kay Levitz, che ha ereditato un club dal marito, ma si vede spuntare presunti soci, non molto graditi, da ogni parte. Tra tutti spicca tale Portofino, che allude a misteriose collusioni tra lui ed il defunto consorte di lei. Leon promette di aiutarla, ma Portofino viene trovato morto. L'Fbi minaccia Bernzi pensando che sappla qualcosa, e così fa la mafia. Insospettito, Bernzi manomette lo schedario della Polizia e scopre che il fascicolo Portofino è censurato, ma fa riferimento alla "Benzina nera", ossia al racket del buoni benzina in cui era implicato il marito di Kay, un politico e le due principali famiglie mafiose, i Farinelli e gli Spoleto. Un uomo di Farinelli, Sal Minetto, fa il doppio gioco: Leon lo fotografa e lo ricatta venendo a sapere che le due bande sono in lotta per il racket della benzina, e che Sal sta per tradire l'intero clan Farinelli, che verrà massacrato in un ristorante di Little Italy. Nascosto nel locale, Leon fotografa il massacro, viene ferito, ma, prima di venir arrestato, dà le foto ad un amico perchè le consegni ai giornali. Così, quando la polizia lo interroga, minacciandolo, arriva il Capo in persona con un quotidiano che lo proclama eroe del giorno. All'ospedale Kay, che ha avuto con lui un tenero quanto effimero incontro amoroso, gli confessa di averlo venduto a Spoleto in cambio del mantenimento del suo club. Ma Leon l'aveva capito, e non gli resta che lasciare, affranto, che la donna se ne vada. Dimesso, avrà l'amara consolazione di vedere il suo libro pubblicato e la sua arte apprezzata, ma avrà perso l'unico affetto della sua vita randagia e solitaria.
Note
- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1992.