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"Michael Apted ('Gorky Park', 'Gorilla nella nebbia') congegna un thriller dotato d'una certa originalità impreziosita dal sapiente contributo del direttore della fotografia, il nostro Dante Spinotti, che usa lenti speciali per rappresentare la distorsione dello sguardo di Madeline Stowe. La quale - bellissima, bravissima - è uno dei volti più interessanti e moderni di Hollywood ('L'ultimo dei Mohicani', 'Bad girls'), cinica e sprezzante come una nuova, inquietante Bette Davis." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 17 Gennaio 1995)
"Il regista Michael Apted nonostante i film seri che ci ha dato in passato ('Gorky Park', 'Gorilla nella nebbia', 'Cuore di tuono') qui si è tenuto sempre ai margini del thriller stentando a chiarirci tutti i nessi della storia, e soprattutto, uscendo a fatica, nella rappresentazione dei personaggi, dall'abituale stereotipo del poliziotto che si innamora della donna che vuol proteggere: senza sfumature psicologiche, con attenzioni molto scarse anche alle dinamiche dell'azione, e, appunto, trascurando parecchio quei climi di tensioni e di emozioni che in genere drammi così esigono ed ottengono anche nei telefilm più corrivi. Gli interpreti non aiutano molto (specie se si confrontano con i due tormentati protagonisti degli 'Occhi del delitto'): la protagonista è Madeleine Stowe, vista di recente in 'Bad Girls': ha una o due espressioni soltanto (in genere d'ansia e di paura) per il resto è quasi atona. Il poliziotto è Aidan Quinn, attento a comporsi il carattere di un duro alla maniera solita di Hollywood; un po' ci riesce, ma tarda a convincere." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 18 Gennaio 1995)
"Ma l'incrocio tra i due caratteri, con lite, riappacificazione e risoluzione nei 10 minuti thriller del finalissimo, è abbastanza riuscito, pur non condonandoci i soliti flash back nell'infanzia e luoghi comuni. Aidan Quinn sfodera il suo occhio azzurro da bravo ragazzo e si mette nei panni del poliziotto uso ai miasmi della metropoli. La scenografia morale, intorno, è come catastrofica, sicuramente Occhi nelle tenebre non verrà utilizzato come depliant turistico per Chicago. Caratteristi a posto, espressivi: bravi gli altri, non per circostanza." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 19 Gennaio 1995)
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