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Nowhere Recensione

"Nowhere" recensioni

Film
Nowhere
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-03-23 11:02:22
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Lo scrittore cileno cinquantaduenne Luis Sepųlveda debutta come regista con una storia ispirata a un proprio racconto contenuto nel volume 'Incontro d'amore in un Paese in guerra'. Anni Ottanta, una dittatura latinoamericana, un gruppo di oppositori sequestrato in una vecchia stazione ferroviaria, una fuga indimenticabile, lo spirito della libertā, 'un lungo viaggio nel cuore della pių meravigliosa utopia': e la coerenza di un autore che ama narrare vicende piene di ottimismo". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 1 marzo 2002)

"Il primo film di Luis Sepųlveda, 'Nowhere', č diviso in due: metā tragedia, metā commedia. La parte tragica č pessima, convenzionale, pomposa malgrado nomi come Angela Molina e Harvey Keitel. La commedia, sorpresa, ha vari momenti spassosi. Basta accontentarsi". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 1 marzo 2002)

"Luis Sepųlveda, autore amato della 'Gabbianella e il gatto', ispirandosi al suo libro 'Incontro d'amore in un paese di guerra', debutta nel cinema con un film politico anni '70, molto militante, 'Nowhere'. Il regista ha una gran voglia di metaforizzare la terra di nessuno, gli incubi di ieri ma soprattutto di oggi e va salvata la sua buona fede. Purtroppo l'operazione č nobile ma datata, retorica, un poco manichea, qua e lā sostenuta da attori vitali e simpatici come Jorge Perrugorria, Burruano, Prodan e la Molina, ma dedita a slogan che, anche se sono eticamente ancora validi non vengono espressi da un cinema al passo coi tempi. Personaggi squadrati, gringos, inni alla libertā, offerta di stereotipi paghi uno prendi dieci, citazioni annunciate e ripetute, come quella di Van Gogh, anche quattro volte. Trattasi di vedere chi vince nel match fra Prepotenza e Ragione e Sepųlveda si permette anche un lieto fine. Speriamo porti bene". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 2 marzo 2002)

"Il 'nessun posto' del titolo č il luogo, affogato nel deserto di un paese latinoamericano, nel quale vengono confinati alcuni oppositori del governo e affidati alla sorveglianza di un plotone di soldati. Alla loro storia e alla loro progressiva 'fraternizzazione' con i soldati, si mescolano quelle di altri oppositori, in cittā, e di un "gringo" che nel deserto vende birra e consulta maghe locali. Quello che nella narrazione letteraria puō essere poesia ed epica quotidiana, nel cinema si scontra con la 'materia' dell'immagine, che non aumenta la libertā del narratore, ma se mai la limita. Luis Sepųlveda, esordiente nella regia, si scontra con un nuovo linguaggio e non ne domina le regole. 'Nowhere' č un racconto piatto e a rischio continuo del ridicolo, con una sceneggiatura troppo chiacchierata e troppe suggestioni affastellate e sprecate. Si rimpiange che una storia cosė, a loro tempo, non l'abbiano avuta per le mani un Aldrich o un Peckinpah". (Emanuela Martini, 'Film Tv', 6 marzo 2002)

Copyright © Cinematografo 2006.



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