Il 31 maggio 1832 moriva, in un ospedale parigino, il ventenne Evariste Galois, ferito il giorno prima in un duello, i cui motivi restano tuttora misteriosi. Annoverato tra i fondatori dell'algebra astratta, egli fu testimone di avvenimenti tra i piu' importanti nella storia del suo paese: gli ultimi anni di Napoleone, la restaurazione borbonica, la definitiva conquista del potere da parte della borghesia (con la Rivoluzione del 1830), l'affacciarsi sulla scena del proletariato. Testimone, ma anche e soprattutto partecipe; impenato nella lotta per una società diversa e una scienza nuova. Pagando di persona su entrambi i fronti, Galois fu vittima di un sistema scolastico autoritario e intollerante (infruttuosi restarono i suoi tentativi di entrare nella miglior scuola francese del tempo, il Politecnico; gli accademici cestinarono i suoi scritti), mentre la sua adesione alle idee repubblicane gli costo' due processi, il secondo dei quali si concluse con una condanna a sei mesi di carcere. Appena uscito di prigione, visse un brevissimo amore, che si concluse con la rottura. E, subito dopo, il duello e la morte.
Note
- PRESENTATO ALLA SETTIMANA DELLA CRITICA, CANNES, 1973.
