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Non è Un Paese Per Vecchi Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-05-21 10:02:00
Provider
Cinematografo
Recensione
C'era una volta il west, diceva Leone. Oggi, semmai, ci può essere solo il western metropolitano. E No Country for Old Men, ennesima prova superlativa dei fratelli Joel ed Ethan Coen, sa appropriarsi di un registro zeppo di pistole, sangue e cadaveri, mantenendo intatti stivaloni, cappelli da cowboy, aridi deserti di sfondo, riattualizzando il tutto al Texas odierno con i classici ciccioni riccastri del Sud, jeep e frontiere presidiate da sbirri. Il solito universo southern dei Coen: moderatamente tradizionalista, smaccatamente disincantato, ricco di humour e nonsense soprattutto nei momenti di massimo pathos. Llewelyn Moss (Josh Brolin) a caccia in mezzo al deserto del Texas, scopre sia una mattanza di corrieri messicani della droga nascosta tra i calanchi, sia una valigia che contiene due milioni e mezzo di dollari e che diventerà presto sua. Al suo inseguimento l’intermediario del capoccia, un vecchio sceriffo di frontiera e il terribile e sadico killer Chigurh, un Javier Bardem coi capelli da paggetto, un'arma da fuoco davvero fuori dall'ordinario ed una invincibile forza sovraumana. Tanto che quando questo losco figuro sale in cattedra il film si tramuta in un caustico horror. Bravi i Coen, però, a non perdere il bandolo della matassa o se si vuole a non far oscillare troppo l’ago della bilancia, perché mai come questa volta il loro script (tratto da un romanzo di Cormac McCarthy), proprio nel momento in cui sembrava scemare, rallenta vertiginosamente, si asciuga e si leva il sangue dei cadaveri di dosso (Blood Simple è autocitazione evidente) e prorompe in un poetico e densissimo finale che quasi profeticamente risolve l'enigma del titolo. Encomiabile lo sforzo per rintracciare location naturali quasi da cinemascope.

Copyright © Cinematografo 2007.

Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-02-22 15:03:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Bentornati Coen. Dopo le "commedie secche" Ladykillers, Prima ti sposo, poi ti rovino, Joel ed Ethan tornano fratelli in Non è un paese per vecchi. Dal romanzo capolavoro di Cormac McCarthy, portano sullo schermo un western-metropolitano e un monito: la fine è vicina. Il sogno americano - dicono con McCarthy - è in frantumi, per un ultimo pugno di dollari. Un pugno che squassa gli orizzonti afosi della nuova, vecchia Frontiera, tra serial killer in caschetto, sceriffi in prepensionamento dall'ottimismo, cowboy baciati dalla (s)fortuna e narcotrafficanti messicani. Attori strepitosi (Javier Bardem, Tommy Lee Jones, Josh Brolin) per dare carne e ossa, il sangue lo mettono i Coen, alternando al rosso il nero humour, sporcando le immagini di violenza e ripulendole con efferata ironia. Sono bravi i fratelli, molto bravi, probabilmente la spunteranno su tutti agli 80esimi Academy Awards, e con merito. Ma in sala il loro Paese sarà abitato con qualche rimpianto da chi ha letto il romanzo. Non è una novità, anzi è un luogo trito delle trasposizioni. Ma in questo caso, acquista interesse perché ci troviamo di fronte a ottime pagine e quasi ottimo audiovisivo. Ma diverso. Che fanno i Coen? Prendono il libro di McCarthy - autore culto per pochi, almeno fino allo sdoganamento televisivo chez Oprah Winfrey del suo La strada - da un lato, e dall'altro ricorrono a ciò che, almeno nella prima parte della loro carriera, li ha resi giustamente celebri: ironia, simulacro e straniamento, spesso, non sempre, in cornice postmoderna. Pilastri poetico-formali che ritroviamo tutti, compreso il postmoderno - gli eighties ondivaghi e sfalsati -, ma anneriti, sveltiti e resi ineluttabili dall'ascissa western e dall'ordinata action. Sono questi i Coen migliori, grandi direttori d'attori, altrettanto bravi a scegliere i contributi tecnici - poderosa la fotografia del sodale Roger Deakins - e a gestire il meccano narrativo, dosando pathos, frenesia e finitudine a livelli d'eccellenza. Sconfitti, invece, escono dal confronto con McCarthy, soprattutto per quanto, del materiale di partenza, hanno prediletto. Del No Country for Old Men cartaceo, si sfumano le differenze tra i protagonisti: a ognuno un'equa razione di vis ironica, che trastulla il film, ma insieme dispensa un effetto flou. Se non i caratteri, si omogeneizza il carattere: fedeli a tante battute di McCarthy, i Coen decidono consapevolmente di travisarne lo spirito guida, ovvero la riflessione potente e dolente sul grado zero dell'essere americano. Un ontologia in liquida e ineluttabile deriva, di quel pessimista con (poca) speranza che McCarthy è. E che i Coen rifiutano di seguire, ovvero di adattare, stralciandone quasi il cantore, il coro solista del vecchio sceriffo, commentatore sfranto e disarmato di un mondo orfano pure di tragedia. Siamo sicuri che per la riduzione (ad nihilum?) dei Coen Non è un paese per vecchi sia ancora un titolo evocativo, se non legittimo?

Copyright © Cinematografo 2008.

Scheda Film
Non è un paese per vecchi
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-02-23 10:01:04
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Non ci sono vie di fuga libere

Vicino al Rio Grande, nel deserto, un uomo qualunque si imbatte causalmente in una baraonda di violenza con molti cadaveri, una caterva di eroina e più di due milioni di dollari...

Un territorio metaforico

Llewelyn Moss, un operaio texano, mentre è a caccia di antilopi nei territori selvaggi al confine con il Messico si trova casualmente sulla scena di un recente regolamento di conti fra spacciatori di droga messicani. In uno dei veicoli presenti, oltre alle vittime della sparatoria, l'uomo trova una borsa piena di dollari. Credendo nel colpo di fortuna che cambia la vita, decide di tenersi il bottino e fugge: ma questa decisione impulsiva lo scaraventa automaticamente in un incubo di violenza e angoscia. Costretto a fuggire dalla roulotte in cui vive con la fidanzata Carla Jean, Moss è braccato, e fra i cacciatori spicca un assassino diabolico e crudele, Anton Chigurh, che nelle sue implacabili esecuzioni predilige uno strumento di morte alquanto inconsueto.

Lo sceriffo Ed Tom Bell, simbolo vivente del confine, narratore del film e anziano tutore dell'ordine della contea, mosso da un codice d'onore vecchio di tre generazioni e da radicati sensi di colpa, si mette sulle tracce di Moss, sperando di trovarlo per primo, in modo da aiutarlo a sfuggire e sconfiggere l'ultimo nemico. Lo sceriffo, interpretato da Tommy Lee Jones, svolge anche l'arduo compito di lasciar trasmettere umanità a questa pellicola dai fotogrammi colmi di violenza ed ironiche uccisioni a sangue freddo.

Facile innamorarsi dell'ultimo film dei Fratelli Coen.

L'immaginario collettivo è colpito

Tutto questo ricorda molto la linea di confine nettamente tracciata e il violento immaginario nostalgico tipico dei capolavori di Sam Peckinpah, quali Voglio la testa di Garcia o Il mucchio selvaggio. Citazione sicura, quando Moss alla strette compra in una armeria un fucile e chiede pallottole doppio zero, spicca il collegamento con Getaway di Peckinpah (il momento in cui Doc - il protagonista, interpretato da Steve McQueen - chiede con la forza un fucile e un pacco di pallottole doppio special).

Non è un paese per vecchi e la Trilogia della frontiera

No country for old men è un romanzo western-thriller ambientato nei primi anni del 2000, scritto nel 2005 da Cormac McCarthy e pubblicato in Italia nel 2006. Joel e Ethan Coen si confrontano con un artista considerato fra i più importanti e abili narratori dei nostri tempi: in tutti i suoi dieci romanzi gli indimenticabili personaggi di McCarthy - spesso emarginati, persone disperate che restano aggrapate a un senso di onore e libertà ormai privo di valore nell'America contemporanea - hanno catturato l'immaginazione di milioni di lettori.

Nel Texas occidentale, McCarthy rievoca l'ambientazione della sua celebrata Trilogia della Frontiera, una serie di romanzi legati fra loro che narrano di mitiche e forti avventure nelle città di confine fra il Texas e il Messico. La trilogia include Cavalli selvaggi, che è diventato un film diretto da Billy Bob Thorton; Il confine, la storia di un giovane viaggiatore che, in Messico, cerca di preservare la vita di una lupa; e Città della pianura, che riunisce i personaggi dei due precedenti romanzi, ma in età più tarda.

In Non è un paese per vecchi lo stesso confine, nella forma del Rio Grande, diventa un incrocio metaforico in cui i personaggi si muovono da una parte all'altra nella foga di un inseguimento malsano e fuori controllo. Gli esterni sono stati girati ad Albuquerque, a Las Vegas, nel Big Bend National Park, e nelle cittadine di Eagle Pass e Marfa. Quest'ultima, Marfa, si ricorda per le riprese del film Il Gigante con James Dean ed Elisabeth Taylor.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.



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