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Non è Mai Troppo Tardi Recensione

"Non è mai troppo tardi" recensioni

Film
Non è mai troppo tardi
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-01-25 11:02:03
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

La lista del capolinea

Edward, miliardario egocentrico e sarcastico, e Carter, meccanico saggio e istruito, sono compagni di stanza in ospedale. Pur così diversi, si abituano l'uno all'altro fino a diventare amici, mentre i medici dicono loro che non gli rimane molto da vivere. Determinati a non sprecare un solo momento, scrivono una lista di cose che vorrebbero fare prima di morire, e fintanto che il fisico li sorregge decidono di partire all'avventura...

Timori iniziali

Il cinema è bello anche perché è imprevedibile. Prendiamo Non è mai troppo tardi. Ci sono alcuni elementi del film che possono far sorgere diversi dubbi nello spettatore, anche prima di averlo visto. Jack Nicholson e Morgan Freeman sono grandissimi attori, ma è legittimo il timore che siano stati ingaggiati a suon di dollari per dare lustro e prestigio a un titolo che, forse, ha poco da raccontare (non sarebbe la prima volta nella storia del grande schermo); un film, peraltro, che parla di due uomini che lottano contro il cancro, e che usa come pay off la frase 'Scopri la gioia nella tua vita” (o 'Vivi i tuoi sogni”, a seconda dell'edizione): inutile dire che si sente puzza di melenso e sdolcinato, di operazione commerciale da lacrima facile. Aggiungiamoci anche la voce fuori campo di Carter, che racconta la vicenda regalando perle di saggezza sulla vita e la morte, e un impiego molto diffuso e un po' fastidioso della recitazione su sfondo verde, con successiva aggiunta digitale di paesaggi finti, spesso ben mascherati ma comunque evidenti.

Arrivati a questo punto, l'opinione sul film non sarebbe particolarmente lusinghiera.

Piacevoli scoperte

Eppure bisogna ricredersi. Non è mai troppo tardi aveva molte carte in regola per essere un filmaccio, e invece è un'opera più che dignitosa. Nicholson e Freeman ricalcano i loro personaggi più recenti e di successo: il primo è istrionico e divertente, al limite del surreale, mentre il secondo è posato e vagamente ascetico, ben più spirituale. Questa strana e talentuosa coppia si innesta su una sceneggiatura non priva di pecche (alcuni semplicismi, vari fili narrativi poco sviluppati), ma che riesce comunque a regalare un giusto mix di ironia e riflessione, con molte battute da ricordare, arrivando a punte di commozione vera.

Soprattutto, il regista Rob Reiner (quello di Harry ti presento Sally e Misery non deve morire) riesce a evitare completamente qualunque forma di pietismo, operazione non facile considerando il tema e l'ambientazione per larga parte ospedaliera: il racconto è semplice e lineare, delicato e mai noioso, anche grazie alla verve dei protagonisti (mettiamoci dentro anche Sean Hayes, ex star di Will Grace, diventato qui l'assistente tuttofare di Edward).

Intuiamo quasi tutto quello che succederà, perché non è il genere di film che punta sulla sorpresa da mozzare il fiato, né aspira minimamente a rivoluzionare le regole della cinematografia. Tuttavia, pur con i suoi difetti, Non è mai troppo tardi è un'opera onesta ed emozionante, che non cambierà la vostra vita ma forse sarà in grado di farvela apprezzare di più.

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