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"Elaborato da un'equipe di oltre 120 persone, deliziosamente musicato da Danny Elfman che nell'originale dà la voce al protagonista (doppiato da Renato Zero) e diretto con ritmo da Henry Selick, 'Nightmare before Christmas' resta nell'essenza un tipico capolavoro burtoniano, con quel suo gusto per l'horror artigianale e poetico dei vecchi film rivisitato alla luce del gotico sepolcrale e dell'ironia postmoderna. E il romantico Skeletron è fratello di sangue di Edward mani di forbice, dolce mostro che si faceva abbagliare dal falso miraggio della normalità." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 3 dicembre 1994) "Le trovate abbondano, i personaggi, persino i più strambi, hanno tutti segni, caratteri, reazioni decisamente verosimili, anche quando i colori sono intenzionalmente eccessivi, qua si citano i film dell'orrore, là, con quel protagonista buono e ingenuo dall'aria da spettro, si ricorda, briosi, Edward mani di forbice: con pigli decisi e con forza, ma anche con gentilezza e con grazia: per esorcizzare il funereo con segretissime gioie. Un successo." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 5 dicembre 1994) "Il lungometraggio diventa un pretesto per narrare una fiaba di buone intenzioni fraintese, ma anche un apologo sui ruoli che ogni essere (più o meno umano) è costretto a ricoprire, in una società dove ogni iniziativa fuori dai canoni sembra destinata ad un'ingloriosa sconfitta. Per animare i pupazzi, Burton e Selick hanno raccolto alcuni dei migliori professionisti di questo genere in grado di garantire al film una incredibile fluidità di movimenti, non solo dei personaggi, ma anche della cinepresa, fatto questo assolutamente rivoluzionario, che permette alla stop-motion di annullare gli handicap di linguaggio cinematografico da cui tradizionalmente è sempre stata afflitta. La ricchezza visiva delle scenografie e la sofisticata colonna sonora di Danny Elfman, rendono 'Nightmare Before Christmas' un gioiellino unico e, probabilmente, irripetibile, che merita ogni attenzione nella sua romantica battaglia contro i kolossal natalizi che affollano le nostre sale." (Oscar Cosulich, 'la Repubblica', 11 dicembre 1994)
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