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"Inizio robusto; ma tra la prima e la seconda parte c'e una spaccatura, tanto che par di vedere due film attaccati assieme." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 settembre 2004) "Tratto dal romanzo di Gianfranco Bettin (appena riscritto, Feltrinelli), 'Nemmeno il destino' di Daniele Gaglianone e con quello di Vincenzo Marra uno dei migliori italiani visti a Venezia. Curioso che 'la Mostra più bella degli ultimi dieci anni' (parola del presidente Croff) se lo sia fatto sfuggire. Ma per fortuna ci sono le nuove Giornate degli Autori, cornice ideale per le periferie operaie torinesi di questa debordante opera seconda." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 11 settembre 2004) "Il nuovo cinema italiano guarda in faccia la societa con la forza implicita della denuncia, usando i volti di attori non-attori, resuscitando un cinema d'impegno che però non sottovaluta mai la forza del privato. Gaglianone inserisce la storia in un riformatorio, con una forza visiva e un ritmo e una coerenza narrativa corale che ci chiama complici. Affronta l'attualita dei sentimenti mixandoli ai problemi della vita dei giovani, facendo le rimostranze affettive di una societa non più a misura d'uomo. Per cui il ragazzo che restera solo affrontera l'amore della madre e lo capira solo quando interverra la follia: per il resto lui e i suoi amici vivono più che emarginati in una specie di limbo esistenziale tra adolescenza e maturita che l' autore indaga con commossa partecipazione." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 settembre 2004)
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